IL
PROGRAMMA
(FONTE:
www.korazym.org)

Sabato
9 settembre
Ore 15,30:
Cerimonia di benvenuto - aeroporto di Monaco
Un viaggio nei luoghi più significativi
della sua vita, ma anche l’invito ai bavaresi a rimanere
fedeli al loro patrimonio spirituale. Il primo discorso di
Benedetto XVI nella terra natale unisce i ricordi
personali alla missione propria del successore di Pietro.
“In questo momento emergono nel mio animo molti ricordi
degli anni passati a Monaco e Ratisbona – ha detto il
papa - sono ricordi di persone e di vicende che hanno
lasciato in me una traccia profonda”. Al tempo stesso,
“sono qui per riaffermare e confermare legami che hanno
una storia secolare, alimentata dalla ferma adesione ai
valori della fede cristiana”. La situazione attuale è
diversa dal passato, ammette il papa, ma è forte la
“speranza che le nuove generazioni restino fedeli al
patrimonio spirituale che, attraverso tutte le crisi della
storia, ha resistito”. In questo senso, la visita in
Baviera diventa un’occasione di incoraggiamento. Nelle
parole di Benedetto XVI, anche il pensiero ai cristiani
delle altre confessioni e ai fedeli delle altre religioni
“che hanno a cuore la pace e la serenità del Paese”. L'ARRIVO
>>
Ore 17,30: Discorso alla Mariensäule
- Monaco
Il luogo simbolo della devozione mariana della
Baviera come prima tappa del viaggio del papa. E'
la Mariensäule
, la colonna con la statua della Madonna, al
centro della città. Benedetto XVI è arrivato in
papamobile con i fedeli ai lati delle strade e, dopo
aver ricevuto il saluto del presidente della Baviera,
Edmund Stoiber e dell'arcivescovo Friedrich Wetter, ha
rievocato i ricordi di una vita e le due volte in cui
questo luogo registrò "svolte decisive". Il
riferimento è al momento dell'accoglienza a lui riservata
come nuovo arcivescovo della città, quasi trent'anni fa,
e poi al saluto nell'imminenza della sua partenza per
Roma, prima del suo arrivo nella curia vaticana. Papa
Ratzinger cita la leggenda di san Corbiniano, arcivescovo
di Monaco e Frisinga, e ricorda la storia dell'orso in
sella al quale il santo si recò fino a Roma. Con le
parole di Sant'Agostino - dice - quella leggenda
fu "cruciale nella mia scelta", dandomi forza e
sicurezza per compiere l'importante servizio al quale ero
stato chiamato. "Ancora una volta - conclude - chiedo
l'intercessione di Maria, e questa volta non solo per la
città di Monaco e per
la Baviera
, ma per
la Chiesa
universale e per tutti gli uomini . DISCORSO
>>
Ore 18,00: Preghiera alla Mariensäule
- Monaco
Una preghiera a Maria per vivere l’esistenza
come servizio. È il senso della presenza del papa davanti
alla Colonna di Maria, la ''Mariensäule'', la statua
mariana espressione della devozione bavarese e luogo
simbolo di Monaco. “Il tuo potere è la bontà. Il tuo
potere è il servire; – dice Benedetto XVI - insegna a
noi (grandi e piccoli, dominatori e servitori) a vivere in
questo modo la nostra responsabilità. Aiutaci a trovare
la forza per la riconciliazione e per il perdono. Aiutaci
a diventare pazienti ed umili, ma anche liberi e
coraggiosi”. E ancora: “Benedici noi, questa città e
questo Paese! Mostraci Gesù, il frutto benedetto del tuo
seno! Prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della
nostra morte”. PREGHIERA
>>
Domenica 10 settembre
Ore 10,30: Santa Messa -
spianata di Neue Messe a Monaco
Un saluto ai luoghi della sua giovinezza, quelli
che “hanno avuto un influsso determinante nella mia
vita”, e una vibrante richiesta alla chiesa tedesca e a
tutti i cristiani, quella a mantenere fermi i legami fra
Vangelo e attività sociali e caritatevoli, con la
sottolineatura che “il mondo ha bisogno di Dio”, e
senza imporlo egli deve essere però fatto conoscere a
tutti. Il papa ricorda la sordità dell’uomo nei
confronti di quel Dio che “non riusciamo più a
sentire” perché “troppe sono le frequenze diverse che
occupano i nostri orecchi”. Egli – continua - ci
sembra “pre-scientifico, non più adatto al nostro
tempo” e così “la nostra vita si riduce in modo
preoccupante”. Di fronte a questo, dice Benedetto XVI,
occorre ricordare che l’evangelizzazione rimane un
compito essenziale per il cristiano: “Dove portiamo agli
uomini soltanto conoscenze, abilità, capacità tecniche e
strumenti, là portiamo troppo poco”. La fede non va
imposta, dice il papa, perché “il proselitismo è
contrario al cristianesimo”, ma va certamente
presentata, e nella piena libertà potrà poi svilupparsi
in ogni singola persona: “Il mondo ha bisogno di Dio”.
SANTA
MESSA
Ore 12,00: Angelus - spianata di Neue
Messe a Monaco
Vedere Dio come centro della realtà e come
centro della nostra vita personale. È questa la vocazione
di ogni cristiano, sull’esempio della Madonna. Benedetto
XVI lo ha ricordato nella riflessione prima
dell’Angelus, al termine della prima messa del suo
viaggio in Baviera, celebrata a Monaco. “Maria durante
tutta la sua vita terrena è stata
la Donna
dell'ascolto, - dice il papa -
la Vergine
col cuore aperto verso Dio e verso gli uomini”. Una
figura che non vuole “mai mettere al centro se
stessa”, ma “guidarci verso Dio”, “insegnarci uno
stile di vita in cui Dio viene riconosciuto come centro
della realtà e della stessa nostra vita personale”.
“I fedeli lo hanno capito fin dai primi secoli del
cristianesimo, - ricorda il pontefice - e perciò in ogni
loro necessità e tribolazione si sono fiduciosamente
rivolti a Lei, invocando il suo aiuto e la sua
intercessione presso Dio”. Ne sono una testimonianza i
tanti santuari della regione, a cominciare da quello di
Altötting, visitato dallo stesso Benedetto XVI. ANGELUS
Ore 17,30: Celebrazione
dei Vespri - Cattedrale di Monaco
Benedetto XVI si rivolge direttamente ai bambini
che si preparano alla prima comunione e ai loro genitori
ed educatori. Sono parole chiare, un invito a ricordare
che “Dio non è lontano da noi, in qualche luogo
distante dell’universo, dove nessuno può arrivare”,
ma è divenuto invece “uno di noi”. Con l’immagine
delle vesti bianche il papa ricorda ai bambini che
l’invito è quello a diventare persone luminose, persone
delle quali traspare la bontà di Dio stesso”. Ai
genitori chiede di aiutare i bambini a credere, anche
partecipando tutti insieme alla Messa domenicale:
“Vedrete che non è tempo perso”, dice il papa. Agli
insegnanti di religione infine chiede di stimolare negli
alunni il discorso sulla fede: “Aiutateli a rendersi
conto che tutte le risposte che non giungono fino a Dio
sono troppo corte”. VESPRI
A MONACO >>
Lunedì 11 settembre
Ore 10,30: Santa Messa -
piazza del Santuario di Altötting
Il brano evangelico delle nozze di Cana per
capire lo stile della Madonna. La riflessione di Benedetto
XVI parte dalla frase di Maria a Gesù, “Non hanno più
vino”: segno della “sua sollecitudine affettuosa per
gli uomini”, ma anche del suo rimettersi al “giudizio
del Signore”. “A Nazaret – spiega il papa – la
Madonna ha consegnato la sua volontà immergendola in
quella di Dio”. È uno stile di preghiera per tutti i
cristiani che scardina le logiche comuni: “non voler
affermare la nostra volontà e i nostri desideri di fronte
a Dio, ma lasciare a Lui di decidere ciò che intende
fare”. Il papa si inoltra poi in tutti i passaggi del
brano, spiegando infine il senso della trasformazione
dell’acqua in vino da parte di Gesù, non “un
prodigio”, ma un segno che anticipa in qualche modo la
sua ora. È quanto Cristo continua a fare nell’Eucaristia,
“nella quale viene sempre già ora”. “E sempre di
nuovo – spiega Benedetto XVI - lo fa per intercessione
della sua Madre, per intercessione della Chiesa”. “Così
vogliamo lasciarci guidare da Maria, dalla Madre delle
grazie di Altötting, dalla Madre di tutti i fedeli, verso
l’"ora" di Gesù. Chiediamo a Lui il dono di
riconoscerlo e di comprenderlo sempre di più. E non
lasciamo che il ricevere sia ridotto solo al momento della
Comunione. Egli rimane presente nell’Ostia santa e ci
aspetta continuamente”. SANTA
MESSA
>>
Ore 17,00: Vespri mariani con religiosi e
seminaristi - Basilica di Sant’Anna di Altötting
Benedetto XVI si rivolge ai sacerdoti e religiosi
e da Altötting, dalla Basilica di Sant’Anna, rivolge a
Dio la richiesta di mandare “operai per la sua messe”:
uomini che siano disposti a seguire Dio e il suo progetto.
C’è bisogno di operai, dice il papa, non solo in
America Latina o Africa o Asia, ma anche nel cosiddetto
Occidente, “da noi in Germania, come pure nelle vastità
della Russia”. La descrizione più concisa della
missione dei religiosi, dice papa Ratzinger, è quella di
“stare con il Signore e di essere da lui mandati”.
Solo chi sta “con Lui” impara a conoscerlo e può
annunciarlo veramente, afferma. Insiste sulla necessità
della preghiera, della messa quotidiana e
dell’adorazione eucaristica: se il sacerdote riduce il
tempo dedicato allo stare con il Signore, egli perde la
forza interiore che lo sostiene e “quello che fa diventa
vuoto attivismo”. VESPRI
AD ALTOTTING >>
Martedì 12 settembre
Ore 10,30: Santa Messa -
spianata dell’Islinger Feld di Regensburg
La
ragionevolezza della fede. Benedetto XVI spiega le radici
stesse del cristianesimo e la dimensione di un Dio dal
volto umano, proponendo un approccio razionale, mai
scalfito nemmeno da correnti storiche come l’illuminismo
che cercava “una spiegazione del mondo, in cui Dio
diventasse superfluo”. Eppure, “ogniqualvolta poteva
sembrare che ci si fosse quasi riusciti – dice
- sempre di nuovo appariva evidente: i conti non
tornano!”. Questo perché Dio non è irrazionalità e
l’uomo un semplice prodotto casuale: Dio, chiarisce
Benedetto XVI, “è Ragione creatrice, lo Spirito che
opera tutto e suscita lo sviluppo”. Un Dio dal volto
umano che si mostra agli uomini “per liberarli dalla
paura di Dio”, “un sentimento dal quale, in
definitiva, nacque l’ateismo moderno”. “Solo questo
Dio – dice il papa - ci salva dalla paura del mondo e
dall’ansia di fronte al vuoto della propria
esistenza”. SANTA
MESSA A REGENSBURG
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Ore 17,00: Incontro con i
rappresentanti della scienza - Aula Magna dell’Università
di Regensburg
Una vera e propria lezione dalla cattedra
dell’università. Una lezione su un aspetto del rapporto
fra fede e ragione, con lo sguardo rivolto ai rapporti fra
il cristianesimo e l’ellenismo, con sullo sfondo il
rapporto della religione con il mondo moderno e con le
altre religioni, ad iniziare da quella musulmana.
Benedetto XVI parla così anche di religione e di
violenza, come pure di “ragionevolezza” di Dio, e la
cosa non passa inosservata nel quinto anniversario degli
attentati a Washington e New York dell’11 settembre
2001. Papa Ratzinger afferma che “interrogarsi su Dio
per mezzo della ragione” è quanto mai necessario e –
appunto – ragionevole. Prendendo spunto dal racconto di
una conversazione fra un imperatore bizantino e un colto
persiano su cristianesimo e islam, il papa cita il tema
della jihād (guerra santa) e accenna alle ragioni per
cui “la diffusione della fede mediante la violenza è
cosa irragionevole”. DISCORSO
ALL'UNIVERSITA'
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Ore 18,30: Celebrazione ecumenica -
Duomo di Regensburg
Una
riflessione ecumenica per mettere al centro Cristo.
Benedetto XVI partecipa alla recita dei Vespri insieme ai
cristiani ortodossi e protestanti e ha parole cordiali per
tutti, facendo brevemente il punto sullo stato attuale
delle relazioni. Ma al di là delle divisioni, la
preghiera è l’occasione per ribadire ciò che unisce
realmente i cristiani: è “mediante Cristo che veniamo
in contatto con Dio”. “Nell'epoca degli incontri
multireligiosi – avvisa il papa - siamo facilmente
tentati di attenuare un po' questa confessione centrale o
addirittura di nasconderla. Ma con ciò non rendiamo un
servizio all'incontro, né al dialogo. Con ciò rendiamo
soltanto Dio meno accessibile, per gli altri e per noi
stessi. È importante che noi poniamo in discussione in
modo completo e non soltanto frammentario la nostra
immagine di Dio”. “Per esserne capaci, - chiarisce
Benedetto XVI - deve crescere ed approfondirsi la nostra
comunione personale con Cristo e il nostro amore per Lui.
In questa nostra comune confessione e in questo nostro
comune compito non esiste alcuna divisione tra noi". CELEBRAZIONE
NEL DUOMO
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Mercoledì
13 settembre
Per
Benedetto XVI, una giornata privata all’insegna dei
ricordi e della famiglia, insieme al fratello. Dopo la
Santa Messa in privato nel Seminario di S. Wolfgang, il
papa ha benedetto il nuovo organo della Alte Kapelle di
Regensburg e quindi si è recato a casa del suo
fratello mons. Georg Ratzinger. Nel pomeriggio, preghiera
in privato sulle tombe della sorella e dei genitori nel
cimitero di Ziegetzdorf e sosta nella sua casa di Pentling.
BENEDIZIONE
DELL'ORGANO
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Giovedì
14 settembre
L’ultimo
giorno del viaggio prevede la visita in mattinata a
Freising, che il papa raggiungerà in elicottero. Nella
Cattedrale di S. Maria e S. Corbiniano è in programma un
incontro con i sacerdoti e i diaconi permanenti sul tema Fortifica
la nostra fede. Poco prima di mezzogiorno, il
trasferimento all’aeroporto di Monaco per la cerimonia
di congedo e la partenza per Roma, con rientro previsto
per le ore 14.30 all'aeroporto di Ciampino. INCONTRO
CON I SACERDOTI >>