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VIAGGIO IN GERMANIA, INCONTRO CON GLI ORTODOSSI

Radio Vaticana, 24 settembre 2011

Negli incontri con seminaristi e ortodossi il Papa sottolinea il valore della fede per portare nella società la luce di Dio

◊ La fede in Dio e il restare assolutamente fedeli alla dignità di ogni persona “rafforzano i cristiani nell’opporsi con forza ad ogni intervento manipolatore e selettivo nei confronti della vita umana”. E’ quanto ha affermato ieri Benedetto XVI incontrando, nel seminario di Friburgo, i rappresentanti delle Chiese ortodosse ed ortodosse orientali. Sempre ieri sera, nel seminario di Friburgo, il Papa ha incontrato un gruppo di seminaristi. Il Santo Padre li ha esortati ad approfondire il rapporto tra fede e ragione. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana

Durante il tempo del seminario, i seminaristi devono ascoltare la Parola del Signore, lasciarsi formare. Al tempo stesso – spiega il Santo Padre - devono portare agli uomini quello che hanno imparato. Devono portarlo a coloro che sono in cammino, nelle periferie, anche là dove l’uomo è lontano da Dio. Il tempo del seminario è anche un periodo di discernimento:

“Die Sendung muss geprüft werden und dazu gehört dann das Miteinander”...
La chiamata – sottolinea il Papa rivolgendosi ai seminaristi - deve essere esaminata e per questo serve l’essere insieme e naturalmente il colloquio con le guide spirituali. Da questo, poi, consegue la fiducia: imparare, cioè, che se Dio mi vuole mi posso affidare a Lui, perché nell’ora della tentazione, dell’affanno il Signore sarà vicino a me e mi manderà persone, mi indicherà strade, mi sosterrà. Il Seminario è anche tempo di preghiera, di ascolto:

“Hören, wirklich ihn hören lernen, im Wort der Heiligen Schrift”…
Si deve ascoltare il Signore, imparare veramente ad ascoltare Dio nella Parola della Sacra Scrittura, nella fede della Chiesa, nella liturgia della Chiesa e nell’oggi. La fede – ricorda il Papa riferendosi alle parole di San Paolo - viene dall’ascolto, non dalla lettura. Serve anche la lettura – osserva il Pontefice - ma è importante l’ascolto della parola viva, la parola dell’altro che posso ascoltare. In Seminario si impara poi ad accettare l’altro nella sua diversità e lo sguardo non è limitato ma volge alla comunità dei credenti, alla Chiesa. Un altro tema affrontato dal Pontefice è quello dello studio:

“Zum Bereitwerden für das Priestertum, zum Weg dahin”...
La preparazione al sacerdozio prevede soprattutto la formazione, che non è un’eventualità accademica ma un aspetto essenziale. “Siate pronti in ogni momento – spiega il Papa ricordando le parole di San Pietro - a dare a chi ve ne fa richiesta la ragione, il “logo” della vostra fede”. E’ importante – aggiunge il Santo Padre che esorta i seminaristi ad essere studiosi attenti ed umili - essere informati, comprendere, avere una capacità razionale aperta, imparare. Studiando si contribuisce a far risplendere nel pensiero la luce di Dio, a coniugare fede e ragione.

Il tema della fede è stato al centro anche dell’incontro con i rappresentanti delle Chiese ortodosse ed ortodosse orientali. Nel suo discorso, il Papa sottolinea che fra le Chiese e le comunità cristiane, l’Ortodossia teologicamente è la più vicina.

“Katholiken und Orthodoxe haben die gleiche altkirchliche“...
“Cattolici ed ortodossi – spiega il Pontefice - hanno entrambi la medesima struttura della Chiesa delle origini. Così possiamo sperare che non sia troppo lontano il giorno in cui potremo di nuovo celebrare insieme l’Eucaristia” (cfr Luce del Mondo. Un colloquio con Peter Seewald). In Germania – ricorda il Santo Padre – vivono circa un milione e seicento mila cristiani ortodossi ed ortodossi orientali.

“Sie sind ein fester Bestandteil der Gesellschaft geworden“...
“Sono diventati parte costitutiva della società contribuendo a rendere più vivo il patrimonio delle culture cristiane e della fede cristiana in Europa”. Benedetto XVI auspica anche che si rafforzi l’unione tra le Chiese ortodosse e progrediscano gli sforzi per un concilio panortodosso. E ricorda che fin dai tempi in cui era professore a Bonn e poi, anche come arcivescovo di Monaco e Frisinga, aveva potuto “conoscere e apprezzare l’Ortodossia in modo sempre più profondo”.

“Es begann damals auch die Arbeit der Gemeinsamen Kommission“...
“A quel tempo – ricorda il Santo Padre – si è iniziato anche il lavoro della Commissione congiunta della Conferenza episcopale tedesca e della Chiesa ortodossa”. Da allora, tale organismo promuove “la comprensione reciproca e contribuisce a consolidare e sviluppare le relazioni cattoliche – ortodosse in Germania”.

“Ebenso wichtig bleibt die Weiterarbeit an der Klärung“...
“Rimane altrettanto importante – fa notare il Papa - la continuazione del lavoro per chiarire le differenze teologiche, perché il loro superamento è indispensabile per il ristabilimento della piena unità, che auspichiamo e per la quale preghiamo”. “È soprattutto sulla questione del primato – aggiunge - che dobbiamo continuare gli sforzi nel confronto per la sua giusta comprensione”. E poi ricorda la meta del comune cammino orientato dall’annuncio della Parola:

“In der gegenwärtigen Zeitströmung, in der nicht wenige Menschen“...
“Nell’attuale tendenza del nostro tempo in cui non poche persone vogliono, per così dire, ‘liberare’ la vita pubblica da Dio, le Chiese cristiane in Germania – tra le quali anche i cristiani ortodossi e gli ortodossi orientali – sulla base della fede nell’unico Dio e Padre di tutti gli uomini, camminano insieme sulla via di una testimonianza pacifica per la comprensione e per la comunione tra i popoli”. “Facendo questo, non tralasciano di mettere il miracolo dell’incarnazione di Dio al centro dell’annuncio”.

“Im Wissen um den Wert von Ehe und Familie“...
“Conoscendo il valore del matrimonio e della famiglia, in quanto cristiani – conclude il Papa - ci sta molto a cuore proteggere l’integrità e la singolarità del matrimonio tra un uomo e una donna da ogni interpretazione sbagliata”.

INCONTRO CON I RAPPRESENTANTI
DELLE CHIESE ORTODOSSE ED ORTODOSSE ORIENTALI

DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI

Hörsaal del Seminario di Freiburg im Breisgau
Sabato, 24 settembre 2011

 

Eminenze, Eccellenze,
Venerati Rappresentanti delle Chiese ortodosse ed ortodosse orientali,

sono molto contento di ritrovarci oggi qui insieme. Ringrazio di cuore tutti Voi per la Vostra presenza e per la possibilità di questo scambio amichevole. Ringrazio in particolare Lei, caro Metropolita Augustinos per le sue profonde parole. Mi ha colpito soprattutto ciò che Lei ha detto sulla Madre di Dio e sui Santi che abbracciano e uniscono tutti i secoli. E in questo contesto ripeto volentieri ciò che ho detto altrove: senza dubbio, fra le Chiese e le comunità cristiane, l’Ortodossia, teologicamente, è la più vicina a noi; cattolici ed ortodossi hanno conservato la medesima struttura della Chiesa delle origini; in questo senso tutti noi siamo “Chiesa delle origini”, che tuttavia è sempre presente e nuova. E così osiamo sperare, anche se da un punto di vista umano emergono ripetutamente difficoltà, che non sia troppo lontano il giorno in cui potremo di nuovo celebrare insieme l’Eucaristia (cfr Luce del Mondo. Un colloquio con Peter Seewald, pp. 129s).

Con interesse e simpatia la Chiesa cattolica segue – e io personalmente - lo sviluppo delle comunità ortodosse in Europa occidentale che hanno registrato una notevole crescita. In Germania – così ho appreso – vivono oggi circa un milione e seicentomila cristiani ortodossi ed ortodossi orientali. Essi sono diventati parte costitutiva della società, contribuendo a rendere più vivo il patrimonio delle culture cristiane e della fede cristiana in Europa. Mi compiaccio dell’intensificazione della collaborazione pan ortodossa, che negli ultimi anni ha fatto progressi essenziali. La fondazione delle Conferenze Episcopali Ortodosse – di cui Lei ci ha parlato - là dove le Chiese ortodosse sono in diaspora, è espressione delle salde relazioni all’interno dell’ortodossia. Sono contento che lo scorso anno in Germania si sia fatto tale passo. Le esperienze che si vivono in queste Conferenze Episcopali rafforzino l’unione tra le Chiese ortodosse e facciano progredire gli sforzi per un concilio panortodosso.

Fin dal tempo in cui ero professore a Bonn e poi, in particolare, da Arcivescovo di Monaco e Frisinga, attraverso l’amicizia personale con rappresentanti delle Chiese ortodosse, ho potuto conoscere e apprezzare l’Ortodossia in modo sempre più profondo. A quel tempo si è iniziato anche il lavoro della Commissione congiunta della Conferenza Episcopale Tedesca e della Chiesa ortodossa. Da allora, con i suoi testi in merito a questioni pastorali e pratiche, essa promuove la comprensione reciproca e contribuisce a consolidare e sviluppare le relazioni cattolico-ortodosse in Germania.

Rimane altrettanto importante la continuazione del lavoro per chiarire le differenze teologiche, perché il loro superamento è indispensabile per il ristabilimento della piena unità, che auspichiamo e per la quale preghiamo. Noi sappiamo che è soprattutto sulla questione del primato che dobbiamo continuare, con pazienza e umiltà, gli sforzi nel confronto per la sua giusta comprensione. Penso che qui le riflessioni circa il discernimento tra la natura e la forma dell’esercizio del primato come le ha fatte Papa Giovanni Paolo II nell’Enciclica Ut unum sint (n. 95), possono ancora darci fruttuosi impulsi.

Guardo con gratitudine anche al lavoro della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse orientali. Sono contento, venerate Eminenze e venerati Rappresentanti delle Chiese ortodosse orientali, di incontrare con Voi i rappresentanti delle Chiese coinvolte in questo dialogo. I risultati ottenuti fanno crescere la comprensione gli uni degli altri e l’avvicinarsi gli uni agli altri.

Nell’attuale tendenza del nostro tempo, in cui non poche persone vogliono, per così dire, “liberare” la vita pubblica da Dio, le Chiese cristiane in Germania – tra le quali anche i cristiani ortodossi ed ortodossi orientali –, sulla base della fede nell’unico Dio e Padre di tutti gli uomini, camminano insieme sulla via di una testimonianza pacifica per la comprensione e per la comunione tra i popoli. Facendo questo, non tralasciano di mettere il miracolo dell’incarnazione di Dio al centro dell’annuncio. Consapevoli che su questo miracolo si fonda ogni dignità della persona, si impegnano insieme per la protezione della vita umana dal suo concepimento fino alla sua morte naturale. La fede in Dio, il Creatore della vita, e il restare assolutamente fedeli alla dignità di ogni persona rafforzano i cristiani nell’opporsi decisamente ad ogni intervento manipolatore e selettivo nei confronti della vita umana. Inoltre, conoscendo il valore del matrimonio e della famiglia, in quanto cristiani ci sta molto a cuore, come cosa importante, proteggere l’integrità e la singolarità del matrimonio tra un uomo e una donna da ogni interpretazione sbagliata. Qui l’impegno comune dei cristiani, tra cui i fedeli ortodossi ed ortodossi orientali, dà un contributo prezioso per l’edificazione di una società che può avere un futuro, nella quale si porta il dovuto rispetto alla persona umana.

Vorrei, infine, rivolgere lo sguardo a Maria, - Lei l’ha presentata a noi come Panaghia - alla Hodegetria, la “guida del cammino”, che è venerata anche in Occidente col titolo “Nostra Signora del cammino”. La Santissima Trinità ha donato all’umanità Maria, la Vergine Madre, affinché Ella, con la sua intercessione, ci guidi attraverso i tempi e ci indichi il cammino verso il compimento. A Lei vogliamo affidarci e presentare la nostra richiesta di diventare, in Cristo, una comunità sempre più intimamente unita, a lode e gloria del Suo nome. Dio Vi benedica tutti! Grazie.

 

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