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VIAGGIO IN
GERMANIA, CERIMONIA DI CONGEDO |
Radio
Vaticana, 26 settembre 2011
Benedetto
XVI al congedo dalla Germania: fiducioso sul futuro del
cristianesimo
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“Fiducioso per il futuro del cristianesimo in
Germania”. Così il Papa nel discorso di congedo dalla
Germania a conclusione del suo 21.mo viaggio apostolico. A
salutare il Benedetto XVI in partenza dall’aeroporto di
Lahr, il presidente della Repubblica federale Christian
Wulff, nel suo indirizzo di saluto ha definito il viaggio
del Papa un evento che ha “dato speranza” e costruito
dei “ponti”. Il servizio di Stefano Leszczynski:
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Benedetto XVI è rientrato ieri sera a Castel Gandolfo
al termine del suo primo viaggio ufficiale in Germania che
lo ha portato prima a Berlino, poi ad Erfurt, a Etzelsbach
e, infine, a Friburgo. Nel corso della cerimonia di
congedo, avvenuta all’aeroporto di Lahr, il Papa ha
ripercorso gli eventi principali vissuti nei quattro
intensi giorni di permanenza nel suo Paese natale, a
cominciare da quanto avvenuto nella capitale e, primo fra
tutti, la visita al parlamento tedesco:
“In Berlin hatte ich die besondere Gelegenheit,
vor den Abgeordneten…
Ho avuto l’occasione particolare di parlare
davanti ai parlamentari al Deutscher Bundestag – ha
rammentato – ed esporre loro alcune riflessioni sui
fondamenti intellettuali dello stato”.
Il Papa ha rievocato anche i “fruttuosi colloqui”
avuti con il presidente Wulff e la cancelliera Merkel
sulla situazione interna della Germania e della comunità
internazionale. Ma ad aver toccato il Papa in maniera del
tutto particolare è stata “l’accoglienza cordiale e
l’entusiasmo di così tante persone a Berlino”.
Benedetto XVI ha poi ricordato la rilevanza che il tema
dell’ecumenismo ha avuto in questo viaggio, insieme al
dialogo interreligioso:
“Hier möchte ich die Begegnung mit den Vertretern
fer Evangelischen…
Qui vorrei rilevare l’incontro con i
rappresentanti della Chiesa Evangelica in Germania nel già
Convento agostiniano a Erfurt. Sono profondamente grato
– ha concluso Benedetto XVI – per lo scambio fraterno
e la preghiera comune”.
Ma la visita era naturalmente rivolta in maniera
particolare anche ai cattolici tedeschi, la cui risposta
ed atteggiamento verso Dio e la Chiesa hanno reso
fiducioso il Papa per il futuro del cristianesimo nel
Paese, nonostante i gravi danni provocati dalle dittature
nazista e comunista:
“Wie schon bei den früheren Besuchen war
erfahrbar...
Come già durante le visite precedenti, si è potuto
sperimentare quante persone qui testimoniano la propria
fede e rendono presente la sua forza trasformante nel
mondo di oggi”.
Benedetto XVI ha ricordato inoltre con gioia
l’affetto ricevuto dai giovani durante la veglia di
Friburgo e che gli ha riportato alla mente quella che ha
definito “l’impressionante Giornata Mondiale della
Gioventù di Madrid”. Di qui l’incoraggiamento alla
Chiesa in Germania “a proseguire con forza e fiducia il
cammino della fede, che fa ritornare le persone alle
radici, al nucleo essenziale della Buona Novella di
Cristo”:
“Aus dieser Erfahrung wächst schließlich die
Gewißheit…
Da questa esperienza cresce infine la certezza:
‘Dove c’è Dio, là c’è futuro’. Dove Dio è
presente, là c’è speranza e là si aprono prospettive
nuove e spesso insospettate che vanno oltre l’oggi e le
cose effimere”.
In questo senso accompagno, nei pensieri e nelle
preghiere, il cammino della Chiesa in Germania.” In volo
verso Roma il Papa ha inviato come di consueto un
telegramma di saluto ai leader dei paesi sorvolati, in
questo caso Germania, Svizzera ed Italia. In particolare,
al presidente italiano Giorgio Napolitano, il Benedetto
XVI ha inviato una speciale benedizione “affinché
l’amato popolo italiano sia animato dal vivo desiderio
di realizzare una società sempre più giusta e
solidale”.
CERIMONIA DI
CONGEDO
DISCORSO
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
Aeroporto di Lahr
Domenica, 25 settembre 2011
Illustre
e caro Signor Presidente Federale,
Distinti Rappresentanti del Governo Federale,
del Land Baden Württemberg e dei Comuni,
Cari Confratelli nell’Episcopato,
Gentili Signore e Signori!
Prima di
lasciare la Germania, mi preme ringraziare per i giorni
trascorsi, così commoventi e ricchi di avvenimenti, nella
nostra patria.
La mia
gratitudine va a Lei, Signor Presidente Federale Wulff,
che, a Berlino, mi ha accolto in nome del popolo tedesco
ed ora, al momento del congedo, mi ha onorato di nuovo con
le sue cortesi parole. Ringrazio i Rappresentanti del
Governo Federale e dei Governi dei Länder che sono
venuti alla cerimonia di congedo. Un grazie di cuore
all’Arcivescovo di Friburgo Mons. Zollitsch, che mi ha
accompagnato durante tutto il viaggio. Volentieri estendo
i miei ringraziamenti anche all’Arcivescovo di Berlino
Mons. Woelki, e al Vescovo di Erfurt Mons. Wanke, che mi
hanno altrettanto mostrato la loro ospitalità, nonché
all’intero Episcopato tedesco. Infine, rivolgo un
ringraziamento particolare a quanti hanno preparato,
dietro le quinte, questi quattro giorni, assicurando il
loro svolgimento, senza intoppi: alle istituzioni
comunali, alle forze dell’ordine, ai servizi sanitari,
ai responsabili dei trasporti pubblici nonché ai numerosi
volontari. Ringrazio tutti per queste splendide giornate,
per i tanti incontri personali e per gli innumerevoli
segni di attenzione e di affetto mostratimi.
Nella
capitale federale Berlino ho avuto l’occasione
particolare di parlare
davanti ai parlamentari al Deutscher Bundestag
ed esporre loro alcune riflessioni sui fondamenti
intellettuali dello stato di diritto. Volentieri ripenso
anche ai colloqui fruttuosi con il Presidente Federale e
la Signora Cancelliere sulla situazione attuale del popolo
tedesco e della comunità internazionale. Mi ha
particolarmente toccato l’accoglienza cordiale e
l’entusiasmo di così tante persone a Berlino.
Nel Paese
della Riforma, l’ecumene ha costituto naturalmente uno
dei punti centrali del viaggio. Qui vorrei rilevare l’incontro
con i rappresentanti della “Chiesa Evangelica in
Germania” nel già Convento agostiniano a Erfurt.
Sono profondamente grato per lo scambio fraterno e la
preghiera comune. Molto particolare è stato anche l’incontro
con i cristiani ortodossi e ortodossi orientali, come
pure con gli ebreie
i musulmani.
Ovviamente,
questa visita era rivolta in particolare ai cattolici Berlino,
a Erfurt,
nell’Eichsfeld
e a Friburgo.
Ricordo con piacere le celebrazioni liturgiche comuni, la
gioia, l’ascoltare insieme la Parola di Dio e il pregare
e il cantare uniti – soprattutto anche nelle parti del
Paese in cui si è tentato per decenni di rimuovere la
religione dalla vita delle persone. Questo mi rende
fiducioso per il futuro della Chiesa in Germania e del
cristianesimo in Germania. Come già durante le visite
precedenti, si è potuto sperimentare quante persone qui
testimoniano la propria fede e rendono presente la sua
forza trasformante nel mondo di oggi.
Non da
ultimo, sono stato molto lieto, dopo l’impressionante Giornata
Mondiale della Gioventù a Madrid, di stare anche a
Friburgo, di nuovo insieme con tanti giovani, ieri, alla veglia
della gioventù. Desidero incoraggiare la Chiesa in
Germania a proseguire con forza e fiducia il cammino della
fede, che fa ritornare le persone alle radici, al nucleo
essenziale della Buona Novella di Cristo. Ci saranno
comunità piccole di credenti – e già esistono – che
con il proprio entusiasmo diffondono raggi di luce nella
società pluralistica, rendendo altri curiosi di cercare
la luce che dà vita in abbondanza. “Non vi è niente di
più bello che conoscere Lui e comunicare agli altri
l’amicizia con lui” (Omelia
per l’inizio solenne del Ministero petrino, 24
aprile 2005). Da questa esperienza cresce infine la
certezza: “Dove c’è Dio, là c’è futuro”. Dove
Dio è presente, là c’è speranza e là si aprono
prospettive nuove e spesso insospettate che vanno oltre
l’oggi e le cose effimere. In questo senso accompagno,
nei pensieri e nelle preghiere, il cammino della Chiesa in
Germania.
Colmo di
esperienze e ricordi, fortemente impressi, di questi
giorni nella mia patria, ritorno ora a Roma. Con
l’assicurazione delle mie preghiere per tutti voi e per
un futuro buono per il nostro Paese in pace e libertà, mi
congedo con un cordiale “Vergelt’s Gott” [Dio
ve ne renda merito]. Dio vi benedica tutti!
©
Copyright 2011 - Libreria Editrice Vaticana
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