|
VIAGGIO IN
GERMANIA, VEGLIA |
Radio
Vaticana, 24 settembre 2011
Il Papa ai
giovani alla Veglia: siate “santi ardenti”, i
cristiani tiepidi danneggiano la Chiesa più dei suoi
avversari
◊ Oltre 30mila giovani hanno
partecipato ieri sera alla Veglia di preghiera presieduta
da Benedetto XVI alla Fiera di Friburgo. In precedenza,
l’incontro con il Consiglio del Comitato centrale dei
cattolici tedeschi. Il servizio di uno dei nostri inviati
in Germania, Sergio Centofanti:
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
(canti)
Una piccola Gmg tedesca, con tanto entusiasmo, bandiere
di tutto il mondo, canti e una miriade di luci, come
“fiaccole di speranza” a rischiarare le prime ombre
della notte. I giovani manifestano la loro gioia e
soprattutto il loro affetto per Benedetto XVI scandendone
il nome in italiano.
(Benedetto! Benedetto!)
Tanti volti sorridenti, qualche lacrima di commozione e
poi tanto raccoglimento quando viene letto il Vangelo in
cui Gesù dice: “Voi siete la luce del mondo”. Alcuni
giovani danno la loro testimonianza: appartengono a vari
cammini di fede, vogliono seguire il Vangelo. Il Papa
accende delle ciotole che i giovani portano ai loro
compagni per diffondere la luce con migliaia di candele
mentre il sole scompare all’orizzonte. Benedetto XVI
parla della notte della vita, la sofferenza degli
innocenti, il male che si abbatte sul mondo nonostante
tutti i progressi e il nostro impegno:
Es mag um uns herum dunkel und finster sein, und
doch schauen wir ein Licht: …
“Intorno a noi può esserci il buio e l’oscurità
e tuttavia vediamo una luce: una piccola fiamma,
minuscola, che è più forte del buio apparentemente tanto
potente ed insuperabile. Cristo, che è risorto dai morti,
brilla in questo mondo, e lo fa nel modo più chiaro
proprio là dove secondo il giudizio umano tutto sembra
cupo e privo di speranza”.
Con la luce di Cristo brillano tante altre luci:
“nella fede – afferma il Papa - non siamo soli, siamo
anelli nella grande catena dei credenti” che si aiutano
a vicenda con la vicinanza e l’affetto. “Ma il mondo
in cui viviamo, nonostante il progresso tecnico … non
diventa più buono. Esistono tuttora guerre, terrore, fame
e malattia, povertà estrema e repressione senza pietà”.
E anche quelli che pretendevano di essere ‘portatori di
luce’, senza Cristo, non hanno creato “alcun paradiso
terrestre”, ma “hanno instaurato dittature e sistemi
totalitari, in cui anche la più piccola scintilla di
umanesimo è stata soffocata”. C’è anche un male più
nascosto che colpisce l’uomo: “la pigrizia, la
lentezza nel volere e nel fare il bene”:
Immer wieder in der Geschichte haben aufmerksame
Zeitgenossen …
“Ripetutamente nella storia persone attente hanno
fatto notare che il danno per la Chiesa non viene dai suoi
avversari, ma dai cristiani tiepidi”.
Il Papa invita i giovani al coraggio di essere “santi
ardenti” e fa un’annotazione:
Immer wieder ist das Bild der Heiligen karikiert und
verzerrt worden, …
“L’immagine dei santi è stata sottoposta
a caricatura e presentata in modo distorto, come se essere
santi significasse essere fuori dalla realtà, ingenui e
senza gioia. Non di rado si pensa che un santo sia
soltanto colui che compie azioni ascetiche e morali di
altissimo livello e che perciò certamente si può
venerare, ma mai imitare nella propria vita. Quanto è
errata e scoraggiante questa opinione!”.
Non esiste alcun santo, fuorché la beata Vergine Maria
– spiega Benedetto XVI - che non abbia conosciuto anche
il peccato e che non sia mai caduto:
Liebe Freunde, Christus achtet nicht so sehr darauf,
wie oft wir im Leben …
“ Cari amici, Cristo non si interessa tanto a
quante volte nella vita vacillate e cadete, bensì a
quante volte vi rialzate. Non esige azioni straordinarie,
ma vuole che la sua luce splenda in voi. Non vi chiama
perché siete buoni e perfetti, ma perché Egli è buono e
vuole rendervi suoi amici. Sì, voi siete la luce del
mondo, perché Gesù è la vostra luce. Voi siete
cristiani – non perché realizzate cose particolari e
straordinarie – bensì perché Egli, Cristo, è la
vostra vita. Siete santi perché la sua grazia opera in
voi”.
(canto)
VEGLIA DI
PREGHIERA CON I GIOVANI
DISCORSO
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
Fiera di Freiburg
im Breisgau
Sabato, 24 settembre 2011
Cari
giovani amici!
Durante
tutto il giorno ho pensato con gioia a questa serata in
cui sarei potuto stare qui insieme con voi ed essere unito
a voi nella preghiera. Alcuni forse saranno già stati
presenti alla Giornata Mondiale della Gioventù, dove
abbiamo potuto sperimentare la particolare atmosfera di
tranquillità, di profonda comunione e di intima gioia che
caratterizza una veglia serale di preghiera. Auguro che
anche noi tutti possiamo fare tale esperienza in questo
momento: che il Signore ci tocca e ci fa testimoni
gioiosi, che pregano insieme e si fanno garanti gli uni
per gli altri, non soltanto stasera, ma durante tutta la
nostra vita.
In tutte
le chiese, nelle cattedrali e nei conventi, dovunque si
radunano i fedeli per la celebrazione della Veglia
pasquale, la più santa di tutte le notti è inaugurata
con l’accensione del cero pasquale, la cui luce viene
poi trasmessa a tutti i presenti. Una minuscola fiamma
irradia in tanti luci ed illumina la casa di Dio al buio.
In tale meraviglioso rito liturgico, che abbiamo imitato
in questa veglia di preghiera, si svela a noi, attraverso
segni più eloquenti delle parole, il mistero della nostra
fede cristiana. Lui, Cristo, che dice di se stesso: “Io
sono la luce del mondo” (Gv 8,12), fa brillare la
nostra vita, perché sia vero ciò che abbiamo appena
ascoltato nel Vangelo: “Voi siete la luce del
mondo” (Mt 5,14). Non sono i nostri sforzi umani
o il progresso tecnico del nostro tempo a portare luce in
questo mondo. Sempre di nuovo facciamo l’esperienza che
il nostro impegno per un ordine migliore e più giusto
incontra i suoi limiti. La sofferenza degli innocenti e,
infine, la morte di ogni uomo costituiscono un buio
impenetrabile che può forse essere rischiarato per un
momento da nuove esperienze, come da un fulmine nella
notte. Alla fine, però, rimane un’oscurità
angosciante.
Intorno a
noi può esserci il buio e l’oscurità, e tuttavia
vediamo una luce: una piccola fiamma, minuscola, che è più
forte del buio apparentemente tanto potente ed
insuperabile. Cristo, che è risorto dai morti, brilla in
questo mondo, e lo fa nel modo più chiaro proprio là
dove secondo il giudizio umano tutto sembra cupo e privo
di speranza. Egli ha vinto la morte – Egli vive – e la
fede in Lui penetra come una piccola luce tutto ciò che
è buio e minaccioso. Chi crede in Gesù, certamente non
vede sempre soltanto il sole nella vita, quasi che gli
possano essere risparmiate sofferenze e difficoltà, ma
c’è sempre una luce chiara che gli indica una via, la
via che conduce alla vita in abbondanza (cfr Gv
10,10). Gli occhi di chi crede in Cristo scorgono anche
nella notte più buia una luce e vedono già il chiarore
di un nuovo giorno.
La luce
non rimane sola. Tutt’intorno si accendono altre luci.
Sotto i loro raggi si delineano i contorni dell’ambiente
così che ci si può orientare. Non viviamo da soli nel
mondo. Proprio nelle cose importanti della vita abbiamo
bisogno di altre persone. Così, in modo particolare,
nella fede non siamo soli, siamo anelli della grande
catena dei credenti. Nessuno arriva a credere se non è
sostenuto dalla fede degli altri e, d’altra parte, con
la mia fede contribuisco a confermare gli altri nella loro
fede. Ci aiutiamo a vicenda ad essere esempi gli uni per
gli altri, condividiamo con gli altri ciò che è nostro,
i nostri pensieri, le nostre azioni, il nostro affetto. E
ci aiutiamo a vicenda ad orientarci, ad individuare il
nostro posto nella società.
Cari
amici, “Io sono la luce del mondo – Voi siete la luce
del mondo”, dice il Signore. È una cosa misteriosa e
grandiosa che Gesù dica di se stesso e di ciascuno di noi
la medesima cosa, e cioè di “essere luce”. Se
crediamo che Egli è il Figlio di Dio che ha guarito i
malati e risuscitato i morti, anzi, che Egli stesso è
risorto dal sepolcro e vive veramente, allora capiamo che
Egli è la luce, la fonte di tutte le luci di questo
mondo. Noi invece sperimentiamo sempre di nuovo il
fallimento dei nostri sforzi e l’errore personale
nonostante le nostre buone intenzioni. A quanto appare il
mondo in cui viviamo, nonostante il progresso tecnico, in
ultima analisi non diventa più buono. Esistono tuttora
guerre, terrore, fame e malattia, povertà estrema e
repressione senza pietà. E anche quelli che nella storia
si sono ritenuti “portatori di luce”, senza però
essere stati illuminati da Cristo, l’unica vera luce,
non hanno creato alcun paradiso terrestre, bensì hanno
instaurato dittature e sistemi totalitari, in cui anche la
più piccola scintilla di umanesimo è stata soffocata.
A questo
punto non dobbiamo tacere il fatto che il male esiste. Lo
vediamo, in tanti luoghi di questo mondo; ma lo vediamo
anche – e questo ci spaventa – nella nostra stessa
vita. Sì, nel nostro stesso cuore esistono
l’inclinazione al male, l’egoismo, l’invidia,
l’aggressività. Con una certa autodisciplina ciò forse
è, in qualche misura, controllabile. E’ più difficile,
invece, con forme di male piuttosto nascosto, che possono
avvolgerci come una nebbia indistinta, e sono la pigrizia,
la lentezza nel volere e nel fare il bene. Ripetutamente
nella storia, persone attente hanno fatto notare che il
danno per la Chiesa non viene dai suoi avversari, ma dai
cristiani tiepidi. Come può allora Cristo dire che i
cristiani – e con ciò forse anche quei cristiani deboli
– sono la luce del mondo? Forse capiremmo se Egli
gridasse: Convertitevi! Siate la luce del mondo! Cambiate
la vostra vita, rendetela chiara e splendente! Non
dobbiamo forse restare stupiti che il Signore non ci
rivolga un appello, ma dica che siamo la luce del mondo,
che siamo luminosi, che splendiamo nel buio?
Cari
amici, l’apostolo san Paolo, in molte delle sue lettere,
non teme di chiamare “santi” i suoi contemporanei, i
membri delle comunità locali. Qui si rende evidente che
ogni battezzato – ancor prima di poter compiere opere
buone – è santificato da Dio. Nel Battesimo, il Signore
accende, per così dire, una luce nella nostra vita, una
luce che il catechismo chiama la grazia santificante. Chi
conserva tale luce, chi vive nella grazia è santo.
Cari
amici, ripetutamente l’immagine dei santi è stata
sottoposta a caricatura e presentata in modo distorto,
come se essere santi significasse essere fuori dalla realtà,
ingenui e senza gioia. Non di rado si pensa che un santo
sia soltanto colui che compie azioni ascetiche e morali di
altissimo livello e che perciò certamente si può
venerare, ma mai imitare nella propria vita. Quanto è
errata e scoraggiante questa opinione! Non esiste alcun
santo, fuorché la beata Vergine Maria, che non abbia
conosciuto anche il peccato e che non sia mai caduto. Cari
amici, Cristo non si interessa tanto a quante volte nella
vita vacilliamo e cadiamo, bensì a quante volte noi, con
il suo aiuto, ci rialziamo. Non esige azioni
straordinarie, ma vuole che la sua luce splenda in voi.
Non vi chiama perché siete buoni e perfetti, ma perché
Egli è buono e vuole rendervi suoi amici. Sì, voi siete
la luce del mondo, perché Gesù è la vostra luce. Voi
siete cristiani – non perché realizzate cose
particolari e straordinarie – bensì perché Egli,
Cristo, è la vostra, nostra vita. Voi siete santi, noi
siamo santi, se lasciamo operare la sua Grazia in noi.
Cari
amici, questa sera, in cui ci raduniamo in preghiera
attorno all’unico Signore, intuiamo la verità della
parola di Cristo secondo la quale non può restare
nascosta una città collocata sopra un monte. Questa
assemblea brilla nei vari significati della parola – nel
chiarore di innumerevoli lumi, nello splendore di tanti
giovani che credono in Cristo. Una candela può dar luce
soltanto se si lascia consumare dalla fiamma. Essa
resterebbe inutile se la sua cera non nutrisse il fuoco.
Permettete che Cristo arda in voi, anche se questo può a
volte significare sacrificio e rinuncia. Non temete di
poter perdere qualcosa e restare, per così dire, alla
fine a mani vuote. Abbiate il coraggio di impegnare i
vostri talenti e le vostre doti per il Regno di Dio e di
donare voi stessi – come la cera della candela –
affinché per vostro mezzo il Signore illumini il buio.
Sappiate osare di essere santi ardenti, nei cui occhi e
cuori brilla l’amore di Cristo e che, in questo modo,
portano luce al mondo. Io confido che voi e tanti altri
giovani qui in Germania siate fiaccole di speranza, che
non restano nascoste. “Voi siete la luce del mondo”.
“Dove c’è Dio, là c’è futuro!” Amen.
©
Copyright 2011 - Libreria Editrice Vaticana
|
|