Fonte,
Radio Vaticana, 21 aprile 2006
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
PRIMO
GIORNO DI VISITA PASTORALE IN LOMBARDIA
Papa
ha celebrato la Messa a Vigevano in una Piazza Ducale gremita da
fedeli. Il servizio della nostra inviata, Adriana
Masotti:
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La
visita di Benedetto XVI a Vigevano è stata
una visita breve, ma tanto desiderata da lui stesso
e da tutta la comunità locale. “Qui, l’unica diocesi
della Lombardia non visitata dal mio venerato Predecessore
Giovanni Paolo II - ha detto appena arrivato nel suo
saluto ai giovani e agli ammalati - ho voluto dare inizio
a questo mio pellegrinaggio pastorale in Italia”:
“Così,
è come se riprendessi il cammino da lui percorso per
continuare a proclamare agli uomini e alle donne
dell’amata Italia l’annuncio, antico e sempre nuovo,
che risuona con particolare vigore in questo tempo
pasquale: Cristo è risorto! Cristo è con noi, oggi e
sempre!”.
Il
Papa ha voluto subito estendere il suo pensiero a coloro
che in tutta la diocesi soffrono, sono in difficoltà o si
ritrovano emarginati. Poi ai giovani ha detto: “Cari
amici, Cristo risorto rinnova a ciascuno di voi il suo
invito a seguirlo. Non esitate a fidarvi di Lui.
Incontratelo, ascoltatelo, amatelo con tutto il vostro
cuore; nell’amicizia con Lui sperimenterete la vera
gioia che dà senso e valore all’esistenza”.
Il
brano evangelico, proclamato nella celebrazione
eucaristica presieduta poco dopo le 18 da Benedetto XVI in
una piazza Ducale coloratissima
per lo sventolio di migliaia di bandierine di colori
diversi, racconta l’episodio della pesca miracolosa.
Poco prima la rete dei discepoli era vuota. Ma
l’intervento di Gesù: “Gettate le reti” cambia
radicalmente la situazione. A quel punto Giovanni dice:
“E’ il Signore!”. Questa sua spontanea professione
di fede è anche per noi, afferma il Papa, un invito a
proclamare che Cristo risorto è il Signore della nostra
vita:
“Possa
questa sera la Chiesa che è in Vigevano ripetere con
l’entusiasmo di Giovanni: Gesù Cristo “è il
Signore!”. E possa la vostra comunità diocesana
ascoltare il Signore che, per bocca mia, vi ripete:
“Getta la rete, Chiesa di Vigevano, e troverai!”. Sono
venuto infatti tra voi
soprattutto per incoraggiarvi ad essere ardimentosi
testimoni di Cristo”.
Benedetto
XVI vuol chiarire il significato di questo invito di Gesù:
“Gettate la rete” e spiega che significa in primo
luogo credere in Lui e fidarsi della sua parola, restando
uniti, aprirsi ai vasti orizzonti dell’evangelizzazione.
E dice: “Portare i pesi gli uni degli altri,
condividere, collaborare, sentirsi corresponsabili è lo
spirito che deve costantemente animare la vostra Comunità”.
Il Papa indica poi alcune priorità:
“Vi
incoraggio poi a proseguire nel prendervi cura dei
giovani, sia dei "vicini" come pure di quelli
che chiamiamo "lontani". E che dire infine della
famiglia? E’ l’elemento portante della vita sociale, per
cui solo lavorando in favore delle famiglie…
(applausi) Vedo che siamo d’accordo! (applausi)
Si può rinnovare il tessuto della comunità ecclesiale e
della stessa società civile.”
Il
Papa ha invitato poi la gente di Vigevano a non trascurare
la ricca eredità spirituale della loro terra, necessaria
ad un cammino di civiltà e di autentico progresso.
Preghiamo insieme, conclude il Papa, perché la vostra
comunità diocesana sappia accogliere con gioia il mandato
di Cristo e con rinnovata generosità sia
pronta a “gettare” le reti. Sperimenterà allora
certamente una pesca miracolosa. Una pronta risposta le
parole di Benedetto XVI al vescovo Claudio Baggini,
che nel suo indirizzo di saluto aveva detto di augurarsi
che la preghiera e la benedizione del Papa potessero
ottenere alla Chiesa di Vigevano la grazia di un maggiore
slancio missionario.
Al
termine della Messa, la partenza in elicottero per Pavia
dove a lungo l’hanno atteso i
giovani della diocesi pavese. Dopo gli indirizzi di
saluto del sindaco Piera Capitelli e del ministro della
Giustizia, Clemente Mastella, a
nome del governo, il Papa ha detto di essere felice di
iniziare la visita proprio con loro:
“Vengo
tra voi questa sera per rinnovarvi un annuncio che è
sempre giovane, per affidarvi un messaggio che, quando viene
accolto, cambia l’esistenza, la rinnova e la riempie. La
Chiesa proclama questo messaggio con particolare gioia in
questo tempo pasquale: Cristo risorto è vivo tra noi
anche oggi!
(applausi)
“La
Chiesa vi sostiene, la società, che in questo nostro
tempo è segnata da innumerevoli mutamenti sociali,
attende il vostro apporto per costruire una comune
convivenza meno egoista e più solidale, realmente animata
dai grandi ideali della giustizia, della libertà e della
pace”.
Da
Pavia, Adriana Masotti, Radio Vaticana.
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VISITA PASTORALE A
VIGEVANO E PAVIA
CONCELEBRAZIONE
EUCARISTICA
OMELIA
DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
Piazza Ducale,
Vigevano
Sabato, 21 aprile 2007
"Gettate
la rete… e troverete!" (Gv 21,6).
Abbiamo
riascoltato queste parole di Gesù nel brano evangelico
appena proclamato. Esse sono inserite nel racconto della
terza apparizione del Risorto ai discepoli presso le rive
del mare di Tiberiade, che narra la pesca miracolosa. Dopo
lo "scandalo" della Croce essi erano tornati
alla loro terra e al loro lavoro di pescatori, cioè a
quelle attività che svolgevano prima di incontrare Gesù.
Erano tornati alla vita di prima e questo fa intendere il
clima di dispersione e di smarrimento che regnava nella
loro comunità (cfr Mc 14,27; Mt 26,31). Era
difficile per i discepoli comprendere ciò che era
avvenuto. Ma, mentre tutto sembrava finito, di nuovo, come
sulla via di Emmaus, è ancora Gesù a venire verso i suoi
amici. Stavolta li incontra sul mare, luogo che richiama
alla mente le difficoltà e le tribolazioni della vita; li
incontra sul far del mattino, dopo un’inutile fatica
durata l’intera nottata. La loro rete è vuota. In certo
modo, ciò appare come il bilancio della loro esperienza
con Gesù: lo avevano conosciuto, gli erano stati accanto,
ed Egli aveva loro promesso tante cose. Eppure ora si
ritrovavano con la rete vuota di pesci.
Ma ecco
che all’alba Gesù va loro incontro; essi però non lo
riconoscono subito (cfr v. 4). L’"alba" nella
Bibbia indica spesso il momento di interventi straordinari
di Dio. Nel Libro dell’Esodo, ad esempio, "alla
veglia del mattino" il Signore interviene "dalla
colonna di fuoco e di nube" per salvare il suo popolo
in fuga dall’Egitto (cfr Es 14,24). Ed ancora, è
sul far del giorno che Maria Maddalena e le altre donne
accorse al sepolcro incontrano il Signore risorto. Anche
nel brano evangelico che stiamo meditando è ormai passata
la notte e ai discepoli provati dalla fatica, delusi per
non aver pescato nulla, il Signore dice: "Gettate la
rete dalla parte destra della barca e troverete!" (v.
6). Normalmente i pesci cadono nella rete durante la
notte, quando è buio, e non di mattina, quando l’acqua
è ormai trasparente. I discepoli però si fidarono di Gesù
e il risultato fu una pesca miracolosamente abbondante,
tanto che non riuscivano più a tirare su la rete per la
grande quantità di pesci raccolti (cfr v. 6). A questo
punto Giovanni, illuminato dall’amore, si rivolge a
Pietro e dice: "E’ il Signore!" (v. 7). Lo
sguardo perspicace del discepolo che Gesù amava – icona
del credente – riconosce il Maestro presente sulla riva
del lago. "E’ il Signore!": questa sua
spontanea professione di fede è anche per noi un invito a
proclamare che Cristo risorto è il Signore della nostra
vita.
Cari
fratelli e sorelle, possa questa sera la Chiesa che è in
Vigevano ripetere con l’entusiasmo di Giovanni: Gesù
Cristo "è il Signore!". E possa la vostra
Comunità diocesana ascoltare il Signore che, per bocca
mia, vi ripete: "Getta la rete, Chiesa di Vigevano, e
troverai!". Sono venuto infatti tra voi soprattutto
per incoraggiarvi ad essere ardimentosi testimoni di
Cristo. E’ la fiduciosa adesione alla sua parola che
renderà fruttuosi i vostri sforzi pastorali. Quando il
lavoro nella vigna del Signore sembra risultare vano, come
la fatica notturna degli Apostoli, non bisogna dimenticare
che Gesù è in grado di ribaltare tutto in un momento. La
pagina evangelica, che abbiamo ascoltato, ci ricorda, da
una parte, che dobbiamo impegnarci nelle attività
pastorali come se il risultato dipendesse totalmente dai
nostri sforzi. Dall’altra, ci fa comprendere, però, che
il vero successo della nostra missione totalmente è dono
della Grazia. Nei misteriosi disegni della sua sapienza,
Dio sa quando è il tempo di intervenire. Ed allora, come
la docile adesione alla parola del Signore fece sì che si
riempisse la rete dei discepoli, così in ogni tempo lo
Spirito del Signore può rendere efficace la missione
della Chiesa nel mondo.
Cari
fratelli e sorelle, con grande gioia mi trovo in mezzo a
voi: vi ringrazio e saluto tutti cordialmente. Vi saluto
come rappresentanti del Popolo di Dio raccolto in questa
Chiesa particolare, che ha il suo centro spirituale nella
Cattedrale, sul cui sagrato stiamo celebrando
l’Eucaristia. Saluto con affetto il vostro Vescovo,
Mons. Claudio Baggini, e lo ringrazio per le cordiali
parole che mi ha rivolto all’inizio della Celebrazione;
con lui saluto il Cardinale Dionigi Tettamanzi, i Vescovi
lombardi e gli altri Presuli. Rivolgo uno speciale e
caloroso saluto ai sacerdoti, complimentandomi per la
generosità con cui svolgono il loro servizio ecclesiale,
senza badare a fatiche e disagi. Estendo il mio saluto
alle persone consacrate, agli operatori pastorali e ai
fedeli laici, la cui preziosa collaborazione è
indispensabile per la vita delle varie comunità. Non può
mancare un affettuoso pensiero per i seminaristi, che sono
la speranza della Diocesi. Un saluto deferente va poi alle
Autorità civili, alle quali sono grato per il
significativo messaggio di cortesia che la loro presenza
esprime. Il mio pensiero si dirige, infine, ai fedeli
riuniti nelle varie parrocchie per seguire questo incontro
mediante la televisione e a quanti partecipano a questa
assemblea eucaristica nelle piazze e nelle strade
adiacenti a questa suggestiva Piazza Ducale, a cui fa da
sfondo l’artistica facciata del Duomo. Essa è stata
ideata dall’illustre Vescovo di Vigevano Mons. Juan
Caramuel, scienziato di fama europea, di cui avete
ricordato solennemente nei mesi scorsi il 4° centenario
della nascita. Questa facciata, dalla singolare
architettura, congiunge armoniosamente il tempio alla
piazza e al castello con la sua torre, simboleggiando così
la sintesi mirabile di una tradizione in cui si
intrecciano le due dimensioni essenziali della vostra Città:
quella civile e quella religiosa.
"Gettate
la rete… e troverete!" (Gv 21,6). Cara
Comunità ecclesiale di Vigevano, che cosa significa in
concreto l'invito di Cristo a "gettare la rete"?
Significa in primo luogo, come per i discepoli, credere in
Lui e fidarsi della sua parola. Anche a voi, come a loro,
Gesù chiede di seguirlo con fede sincera e salda.
Ponetevi pertanto in ascolto della sua parola e meditatela
ogni giorno. Questo docile ascolto trova per voi concreta
attuazione nelle decisioni dell’ultimo vostro Sinodo
diocesano, conclusosi nel 1999. Al termine di quel cammino
sinodale, l’amato Giovanni Paolo II, che vi incontrò il
17 aprile 1999 in un’Udienza speciale, ebbe ad esortarvi
a "prendere il largo e a non avere paura di
inoltrarvi in mare aperto" (Insegnamenti, XXII,
1, 1999, p. 764). Mai si spenga nei vostri cuori
l’entusiasmo missionario suscitato nella vostra Comunità
diocesana da quella provvidenziale Assise, ispirata e
voluta dal compianto Vescovo Mons. Giovanni Locatelli, il
quale aveva ardentemente auspicato una visita del Papa a
Vigevano. Seguendo gli orientamenti fondamentali del
Sinodo e le direttive del vostro attuale Pastore, restate
uniti tra di voi ed apritevi ai vasti orizzonti
dell'evangelizzazione.
Vi sia di
costante guida questa parola del Signore: "Tutti
sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni
per gli altri" (Gv 13,35). Portare i pesi gli
uni degli altri, condividere, collaborare, sentirsi
corresponsabili è lo spirito che deve costantemente
animare la vostra Comunità. Questo stile di comunione
esige il contributo di tutti: del Vescovo e dei sacerdoti,
dei religiosi e delle religiose, dei fedeli laici, delle
associazioni e dei vari gruppi di impegno apostolico. Le
singole parrocchie, come tessere di un mosaico, in piena
sintonia tra loro, formeranno una Chiesa particolare viva,
organicamente inserita nell’intero Popolo di Dio. Un
contributo indispensabile possono offrire
all’evangelizzazione le associazioni, le comunità ed i
gruppi laicali, sia per la formazione che per l'animazione
spirituale, caritativa, sociale e culturale, operando
sempre in armonia con la pastorale diocesana e secondo le
indicazioni del Vescovo. Vi incoraggio poi a proseguire
nel prendervi cura dei giovani, sia dei cosiddetti
"vicini" come pure di quelli che chiamiamo
"lontani". In questa prospettiva, non stancatevi
di promuovere in modo organico e capillare una pastorale
vocazionale che aiuti i giovani nella ricerca di un
significato vero da dare alla propria esistenza. E che
dire infine della famiglia? E’ l’elemento portante
della vita sociale, per cui solo lavorando in favore delle
famiglie si può rinnovare il tessuto della comunità
ecclesiale e della stessa società civile.
Questa
vostra Terra è ricca di tradizioni religiose, di fermenti
spirituali e di un’operosa vita cristiana. Nel corso dei
secoli la fede ne ha forgiato il pensiero, l’arte e la
cultura, promuovendo solidarietà e rispetto della dignità
umana. Espressione quanto mai eloquente di questo vostro
ricco patrimonio cristiano sono le esemplari figure di
sacerdoti e di laici i quali, con una proposta di vita
radicata nel Vangelo e nell’insegnamento della Chiesa,
hanno testimoniato, specialmente nella temperie sociale
della fine dell’‘800 e dei primi decenni del ‘900,
gli autentici valori evangelici, come valido sostegno di
una convivenza libera e giusta, attenta in modo
particolare ai più bisognosi. Questa luminosa eredità
spirituale, riscoperta ed alimentata, non può non
rappresentare un sicuro punto di riferimento per un
efficace servizio all’uomo del nostro tempo e per un
cammino di civiltà e di autentico progresso.
"Gettate
la rete… e troverete!". Questo comando di Gesù è
stato docilmente accolto dai santi e la loro esistenza ha
sperimentato il miracolo di una pesca spirituale
abbondante. Penso in modo speciale ai celesti vostri
Patroni: sant’Ambrogio, san Carlo Borromeo, il beato
Matteo Carreri. Penso pure a due illustri figli di questa
Terra, dei quali è in corso la causa di beatificazione:
il venerabile Francesco Pianzola, sacerdote animato da
ardente spirito evangelico, che seppe andare incontro alle
povertà spirituali del suo tempo con un coraggioso stile
missionario, attento ai più lontani e particolarmente ai
giovani; e il Servo di Dio Teresio Olivelli, laico di
Azione Cattolica, morto a soli 29 anni nel campo di
concentramento di Hersbruck, vittima sacrificale di una
brutale violenza, alla quale egli oppose tenacemente
l’ardore della carità. Queste due eccezionali figure di
fedeli discepoli di Cristo costituiscono un segno
eloquente delle meraviglie operate dal Signore nella
Chiesa vigevanese. Rispecchiatevi in questi modelli, che
rendono manifesta l'azione della Grazia e sono per il
Popolo di Dio un incoraggiamento a seguire Cristo sul
sentiero esigente della santità.
Cari
fratelli e sorelle della diocesi di Vigevano! Il mio
pensiero va, infine, alla Madre di Dio, che voi venerate
con il titolo di Madonna della Bozzola. A Lei
affido ogni vostra Comunità, perché ottenga una
rinnovata effusione dello Spirito Santo su questa cara
Diocesi. La faticosa ma sterile pesca notturna dei
discepoli è ammonimento perenne per la Chiesa di tutti i
tempi: da soli, senza Gesù, non possiamo fare nulla!
Nell’impegno apostolico non bastano le nostre forze:
senza la Grazia divina il nostro lavoro, pur ben
organizzato, risulta inefficace. Preghiamo insieme perché
la vostra Comunità diocesana sappia accogliere con gioia
il mandato di Cristo e con rinnovata generosità sia
pronta a "gettare" le reti. Sperimenterà allora
certamente una pesca miracolosa, segno della potenza
dinamica della parola e della presenza del Signore, che
incessantemente conferisce al suo popolo una
"rinnovata giovinezza dello Spirito" (Colletta).
VISITA PASTORALE A
VIGEVANO E PAVIA
SALUTO
DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
AI GIOVANI DELLA DIOCESI DI PAVIA
Piazza Duomo,
Pavia
Sabato, 21 aprile 2007
Cari
fratelli e sorelle,
dopo aver
trascorso questo pomeriggio a Vigevano, eccomi ora tra
voi, a Pavia, in questa piazza, con il maestoso e
imponente Duomo del XV secolo che le fa da sfondo. In
questa chiesa sono da secoli custodite gelosamente, come
in uno scrigno, le spoglie di san Siro, primo Vescovo del
III-IV secolo. In questo momento tali reliquie sono
provvisoriamente ospitate nella chiesa del Carmine.
Ringrazio tutti voi per avermi atteso e per avermi accolto
con grande calore. In questo nostro primo incontro,
desidero salutare la Signora Sindaco e il Rappresentante
del Governo, ai quali sono grato per le cordiali parole
rivoltemi. Saluto pure le altre Autorità civili presenti.
Un saluto particolare desidero rivolgere al Pastore della
Diocesi, il Vescovo Giovanni Giudici, e, insieme con lui,
saluto i sacerdoti, le religiose e i religiosi e quanti
attivamente si dedicano al lavoro pastorale.
Una
parola particolarmente affettuosa desidero indirizzare
specialmente a voi, cari giovani, convenuti così numerosi
per questo mio primo contatto con la vostra Diocesi. Di
essa voi rappresentate la speranza e il futuro: sono per
questo felice di iniziare la mia visita proprio con voi.
Vengo tra voi questa sera per rinnovarvi un annuncio che
è sempre giovane, per affidarvi un messaggio che, quando
viene accolto, cambia l’esistenza, la rinnova e la
riempie. La Chiesa proclama questo messaggio con
particolare gioia in questo tempo pasquale: Cristo risorto
è vivo tra noi! Quanti vostri coetanei nel corso della
storia, cari giovani, lo hanno incontrato e sono diventati
suoi amici; lo hanno seguito fedelmente e ne hanno
testimoniato l’amore con la propria vita!
Ed allora
non abbiate paura di donare la vostra esistenza a Cristo:
Egli non delude mai le nostre attese, perché sa che cosa
c’è nel nostro cuore. Seguendolo con fedeltà non sarà
difficile per voi trovare la risposta alle domande che
portate nell’animo: "Che cosa debbo fare? Quale
compito mi attende nella vita?". La Chiesa, che ha
bisogno del vostro impegno per recare specialmente ai
vostri coetanei l’annuncio evangelico, vi sostiene nel
cammino di conoscenza della fede e dell’amore per Dio e
per i fratelli. La società, che in questo nostro tempo è
segnata da innumerevoli mutamenti sociali, attende il
vostro apporto per costruire una comune convivenza meno
egoista e più solidale, realmente animata dai grandi
ideali della giustizia, della libertà e della pace.
Ecco la
vostra missione, cari giovani amici! Il Cristo risorto vi
accompagni e insieme con Lui la Vergine Maria, sua e
nostra Madre. Con il suo esempio e la sua costante
intercessione la Madonna vi aiuti a non scoraggiarvi nei
momenti dell’insuccesso e a confidare sempre nel
Signore. Vi ringrazio ancora per questa vostra presenza e
vi benedico tutti con affetto. Buona notte e arrivederci a
domani!
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