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VIAGGIO DI BENEDETTO XVI IN POLONIA (25 - 28 MAGGIO 2006)

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Arrivo

Con il clero

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27 maggio 27 maggio 28 maggio 28 maggio 28 maggio 28 ma

INCONTRO CON I MALATI A CRACOVIA

(27 maggio 2006 - Radio Vaticana) Tra le numerose e significative tappe che Papa Benedetto XVI compirà nel suo viaggio in Polonia, vi è quella effettuata oggi alle 13.00 al Santuario della Divina Misericordia a Lagniewiki. Nel 2002, fu lo stesso Giovanni Paolo II, nel suo ultimo ritorno in patria, ad inaugurare il Santuario in cui riposano le spoglie della Santa della Divina Misericordia, Faustina Kowalska, canonizzata dallo stesso Papa Wojtyla. Lo scorso 16 ottobre, Benedetto XVI aveva definito la Misericordia la chiave del Pontificato del suo predecessore. Giovanni Peduto ne ha parlato con mons. Giuseppe Bart, rettore della chiesa di Santo Spirito in Sassia, elevata da Giovanni Paolo II a Santuario della Divina Misericordia in Roma: ASCOLTA

SALUTO DEL SANTO PADRE

INCONTRO CON I MALATI

Kraków-Łagiewniki, 27 maggio 2006

 

Carissimi fratelli e sorelle,

sono lieto di potermi incontrare con voi in occasione della mia visita a questo Santuario della Divina Misericordia. Saluto di cuore tutti voi: i malati, gli assistenti, i sacerdoti che in questo santuario si dedicano alla pastorale, le suore della Beata Vergine Maria della Misericordia, i membri del “Faustinum” e tutti gli altri.        

In questa circostanza stiamo davanti a due misteri: il mistero della sofferenza umana e il mistero della Divina Misericordia. Ad un primo sguardo questi due misteri sembrano contrapporsi. Ma quando cerchiamo di approfondirli alla luce della fede, vediamo che essi si pongono in reciproca armonia. Ciò grazie al mistero della croce di Cristo. Come ha detto qui Giovanni Paolo II, “la croce ‘è il più profondo chinarsi della Divinità sull’uomo... La croce è come un tocco dell’eterno amore sulle ferite più dolorose dell’esistenza terrena dell’uomo’” (17.08.2002). Voi, cari malati, segnati dalla sofferenza del corpo o dell’animo, siete i più uniti alla croce di Cristo, ma nello stesso tempo i più eloquenti testimoni della misericordia di Dio. Per vostro tramite e mediante la vostra sofferenza Egli si china sull’umanità con amore. Siete voi che, dicendo nel silenzio del cuore: “Gesù, in te confido”, ci insegnate che non c’è una fede più profonda, una speranza più viva e un amore più ardente della fede, della speranza e dell’amore di chi nello sconforto si mette nelle mani sicure di Dio. E le mani di coloro che vi aiutano nel nome della misericordia siano un prolungamento di queste grandi mani di Dio.

Vorrei tanto abbracciare ognuno e ognuna di voi. Anche se praticamente questo non è possibile, vi stringo al cuore nello spirito, e vi imparto la mia Benedizione, nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

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