Nella Santa
Messa presieduta nella vasta area della Città delle Arti
e delle Scienze di fronte ad oltre 500 mila fedeli, così
come nella Veglia della sera precedente, il Papa, che ha
utilizzato – come fece già il suo predecessore – il
Sacro Calice custodito nella Cattedrale, la stessa coppa
utilizzata da Gesù nell’istituzione dell’Eucaristia
nell’Ultima Cena, ha tirato le somme di una intensa
settimana di dialogo tra le famiglie di tutto il mondo,
cominciata con il Congresso teologico pastorale su “La
trasmissione della fede nella famiglia”. Alla presenza
della effigie della Virgen de Los Desamparados, tanto
venerata dalla città di Valencia, l’omelia del Santo
Padre ha evidenziato ancora una volta che la famiglia
fondata sul matrimonio indissolubile tra uomo e donna è
l’ambito ideale in cui la persona può crescere e
svilupparsi in modo integrale. E i genitori hanno il
diritto e dovere inalienabile di trasferire ai figli il
dono della vita e il patrimonio d’esperienza,
introducendoli nella vita sociale alla luce
dell’esperienza di reciproco amore e, soprattutto,
dell’incontro con Dio. Il Santo Padre descrive in
qualche modo la presenza nella famiglia di una continuità
ispirata alla fede e all’amore, che garantisce il
trasferimento di quelle tradizioni che rappresentano il
collante di ogni comunità. Su tutti, antenati, presenti e
posteri, la mano paterna del Signore:
EN
EL ORIGEN DE TODO HOMBRE Y, PORT TANTO, EN TODA PATERNIDAD
…
“Nell’origine
di ogni uomo e, pertanto, in ogni paternità e maternità
umana è presente Dio Creatore. I coniugi devono
accogliere il bambino che nasce, come figlio non solo
loro, ma anche di Dio che lo ama per quello che è –
ricorda il Papa –. Ogni atto generativo, ogni paternità
e maternità, ogni famiglia ha il proprio principio in Dio
che è Padre, Figlio e Spirito Santo”.
I
genitori cristiani – continua il Santo Padre – sono
chiamati a dare un’attestazione credibile della loro
fede e speranza, in modo che la chiamata di Dio e
la Buona
Novella
di Cristo arrivino ai figli con grande chiarezza e
autenticità, attraverso l’insegnamento della preghiera
comune e avvicinandoli ai sacramenti: introducendoli, in
pratica nella vita della Chiesa. E la famiglia è anche il
luogo della vera libertà e del sostegno reciproco.
Richiamando gli insegnamenti del Concilio Vaticano II,
Benedetto XVI afferma che i coniugi e i genitori cristiani
per tutta la vita devono sorreggersi a vicenda nella
grazia con amore fedele e istruire nella dottrina
cristiana e nelle virtù evangeliche la prole ricevuta con
amore da Dio. Per avanzare in questo cammino di maturità
umana – dice ancora Benedetto XVI –
la Chiesa
ci insegna a rispettare e a promuovere la meravigliosa
realtà del matrimonio indissolubile tra uomo e donna,
origine della famiglia. E poi continua:
POR
ESO, RECONOCER Y AYUDAR A ESTA INSTITUCIÓN ES UNO DE LOS
…
“Per
questo riconoscere e aiutare questa istituzione è uno dei
più importanti servizi che si possono rendere oggi al
bene comune e allo sviluppo autentico degli uomini e della
società, così come la migliore garanzia per assicurare
la dignità, l’uguaglianza e la vera libertà della
persona umana”.
Nella
Veglia, appena dodici ore prima, la definizione della
famiglia come “Chiesa domestica e santuario della
vita”, unione fondata sul matrimonio, esperienza
d’amore e di responsabilità per genitori e figli, bene
necessario per i popoli e fondamento indispensabile per la
società. L’essere umano – dice Benedetto XVI – si
realizza pienamente solo quando fa dono sincero di sé
agli altri e la famiglia rappresenta proprio l’ambito
privilegiato dove ogni persona impara a dare e ricevere
amore.
Nella
calda notte valenciana rischiarata dalla imponente croce
luminosa di
35 metri
accanto all’altare, c’è l’entusiasmo, gli applausi,
i canti, le testimonianze, la preghiera, il saluto al Papa
del cardinale Lopez Trujillo, presidente del Pontificio
Consiglio per la Famiglia che ha promosso l’evento.
L’affettuoso calore dei presenti quando il Papa ricorda
le parole di Giovanni Paolo II: “L’uomo è immagine e
somiglianza di Dio non tanto nella solitudine, quanto nel
momento della comunione”. Poi aggiunge:
LA
FAMILIA ES UNA INSTITUCIÓN INTERMEDIA ENTRE EL INDIVIDUO
…
“La
famiglia è un’istituzione intermediata individuo e
società e niente può supplirla totalmente. Essa si fonda
sulla profonda relazione interpersonale tra marito e
moglie, sostenuta dall’affetto e dalla mutua
comprensione. Il sacramento del matrimonio – dice il
Papa – comporta una vera vocazione alla santità.
L’amore tra il padre e la madre offre ai figli una
grande sicurezza ed insegna loro la bellezza dell’amore
fedele e duraturo”.
Ma
nella società attuale le famiglie non possono essere
lasciate sole di fronte alla difficoltà, laddove c’è
bisogno di stimoli spirituali per fortificare la coesione
del nucleo familiare. Fondamentale, dunque, la parrocchia,
le associazioni ecclesiali. Quindi, l’esortazione del
Papa ad avviare politiche sociali a favore della famiglia.
INVITO,
PUES, A LOS GOBERNANTES Y LEGISLADORES A REFLEXIONAR…
“Invito,
dunque, i governanti e i legislatori a riflettere sul bene
che i focolari domestici in pace e armonia assicurano
all’uomo, alla famiglia, centro nevralgico della società.
Oggetto delle leggi è il bene integrale dell’uomo, la
risposta alle sue necessità alle sue aspirazioni. Dunque,
la famiglia è un aiuto alla società di cui non ci si può
privare”.
In
conclusione l’affettuoso accenno del Papa ai nonni,
garanti dell’affetto e della tenerezza che ogni essere
umano ha bisogno di dare e di ricevere. Per nessuna
ragione siano esclusi dall’ambito familiare. Essi –
dice ancora il Santo Padre – sono un tesoro che non
possiamo strappare alle nuove generazioni, soprattutto
quando danno testimonianza di fede all’avvicinarsi della
morte. L’ultimo caloroso abbraccio dei fedeli al Papa
all’aeroporto di Valencia, prima di ripartire. Salutando
le autorità civili e religiose Benedetto XVI ha auspicato
che questo incontro continui a risuonare come un canto
gioioso d’amore, di vita e di fede condivisa nelle
famiglie, aiutando il mondo di oggi a comprendere che
l’alleanza matrimoniale, vincolo permanente tra l’uomo
e la donna, è un grande bene per tutta l’umanità. Un
cammino, dunque, per le famiglie da percorre con
consapevolezza e intensità. Il prossimo abbraccio al Papa
nel 2009 in terra messicana.
Da
Valencia, Giancarlo
La Vella
, Radio Vaticana.
**********
VIAGGIO
APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI A VALENCIA:
OMELIA NELLA SANTA MESSA DEL 9 LUGLIO
Cari
fratelli e sorelle,
In questa
Santa Messa che ho l'immensa gioia di presiedere,
concelebrando con numerosi Fratelli nell'episcopato e con
un gran numero di sacerdoti, ringrazio il Signore per
tutte le amate famiglie che si sono qui riunite formando
una moltitudine giubilante, e anche per tante altre che,
da terre lontane, seguono questa celebrazione attraverso
la radio e la televisione. Tutti vi saluto ed esprimo il
mio grande affetto con un abbraccio di pace.
Le
attestazioni di Ester e Paolo che abbiamo ascoltato prima
nelle letture, mostrano come la famiglia è chiamata a
collaborare nella trasmissione della fede. Ester confessa:
"Mio padre mi ha raccontato che tu, Signore,
scegliesti Israele tra le nazioni" (14,5). Paolo
segue la tradizione dei suoi antenati ebrei dando ascolto
a Dio con coscienza pura. Loda la fede sincera di Timoteo
e gli ricorda "fede che fu prima in tua nonna Loide,
poi in tua madre Eunice e ora, ne sono certo, anche in
te" (2 Tm 1,5). In queste attestazioni
bibliche la famiglia comprende non solo genitori e figli,
ma anche nonni e antenati. La famiglia si mostra così
come una comunità di generazioni e garante di un
patrimonio di tradizioni.
Nessun
uomo si è dato l'essere a sé stesso né ha acquisito da
solo le conoscenze elementari della vita. Tutti abbiamo
ricevuto da altri la vita e le verità basilari di essa, e
siamo chiamati a raggiungere la perfezione in relazione e
comunione amorosa con gli altri. La famiglia, fondata nel
matrimonio indissolubile tra un uomo e una donna, esprime
questa dimensione relazionale, filiale e comunitaria, ed
è l'ambito dove l'uomo può nascere con dignità,
crescere e svilupparsi in modo integrale.
Quando un
bambino nasce, attraverso la relazione coi suoi genitori
incomincia a fare parte di una tradizione familiare che ha
radici ancora più antiche. Col dono della vita riceve
tutto un patrimonio di esperienza. In riferimento a
questo, i genitori hanno il diritto e il dovere
inalienabile di trasmetterlo ai figli: educarli alla
scoperta della loro identità, introdurli alla vita
sociale, all’esercizio responsabile della loro libertà
morale e della loro capacità di amare attraverso
l'esperienza di essere amati e, soprattutto, nell'incontro
con Dio. I figli crescono e maturano umanamente nella
misura in cui accolgono con fiducia quel patrimonio e
quell'educazione che continuano ad assumere
progressivamente. In questo modo sono capaci di elaborare
una sintesi personale tra ciò che hanno ricevuto e quello
che imparano, e che ognuno e ogni generazione è chiamata
a realizzare.
Nell'origine
di ogni uomo e, pertanto, in ogni paternità e maternità
umana è presente Dio Creatore. Per questo motivo i
coniugi devono accogliere il bambino che nasce come figlio
non solo loro, ma anche di Dio che lo ama per quello che
è e lo chiama alla filiazione divina. Più ancora: ogni
atto generativo, ogni paternità e maternità, ogni
famiglia ha il proprio principio in Dio che è Padre,
Figlio e Spirito Santo.
Con la
memoria dei suoi antenati e del suo popolo, il padre di
Ester le aveva trasmesso quella di un Dio dal quale tutti
provengono e al quale tutti sono chiamati a rispondere. Si
tratta della memoria di Dio Padre che ha scelto il suo
popolo e che agisce nella storia per la nostra salvezza.
La memoria di questo Padre illumina l'identità più
profonda degli uomini: da dove veniamo, chi siamo e quanto
grande è la nostra dignità. Veniamo certamente dai
nostri genitori e siamo loro figli, ma veniamo anche da
Dio che ci ha creati a sua immagine e ci ha chiamati ad
essere suoi figli. Per questo motivo nell'origine di ogni
essere umano non esiste il caso o la fatalità, bensì un
progetto dell'amore di Dio. È quello che ci ha rivelato
Gesù Cristo, vero Figlio di Dio e uomo perfetto. Egli
conosceva da dove veniva e da dove veniamo tutti:
dall'amore di suo Padre e nostro Padre.
La fede
non è, dunque, una mera eredità culturale, bensì
un'azione continua della grazia di Dio che chiama, come
anche della libertà umana che può aderire oppure non
aderire a quella chiamata. Benché nessuno risponda per un
altro, tuttavia i genitori cristiani sono chiamati a dare
un'attestazione credibile della loro fede e speranza
cristiana. Devono fare in modo che la chiamata di Dio e la
Buona Novella di Cristo arrivino ai loro figli con la più
grande chiarezza e autenticità.
Col
passare degli anni, questo dono di Dio che i genitori
hanno contribuito a illustre ai piccoli dovrà anche
essere coltivato con saggezza e dolcezza, facendo crescere
in essi la capacità di discernimento. In questo modo, con
la testimonianza costante dell'amore coniugale dei
genitori, vissuto ed impregnato di fede, e con il sostegno
affettuoso della comunità cristiana, si favorirà nei
figli un approccio personale al dono stesso della fede,
affinché scoprano attraverso di essa il senso profondo
della propria esistenza e si sentano perciò riconoscenti.
La
famiglia cristiana trasmette la fede quando i genitori
insegnano ai loro figli a pregare e pregano con essi (cf. Familiaris
consortio, 60); quando li avvicinano ai sacramenti e
li introducono nella vita della Chiesa; quando tutti si
riuniscono per leggere la Bibbia, illuminando la vita
familiare con la luce della fede e lodando Dio come Padre.
Nella
cultura attuale si esalta molto spesso la libertà
dell'individuo inteso come soggetto autonomo, come se egli
si facesse da solo e bastasse a sé stesso, al di fuori
della sua relazione con gli altri come anche della sua
responsabilità nei confronti degli altri. Si cerca di
organizzare la vita sociale solo a partire da desideri
soggettivi e mutevoli, senza riferimento alcuno ad una
verità oggettiva previa come sono la dignità di ogni
essere umano e i suoi doveri e diritti inalienabili al cui
servizio deve mettersi ogni gruppo sociale.
La Chiesa
non cessa di ricordare che la vera libertà dell'essere
umano proviene dall’essere stato creato ad immagine e
somiglianza di Dio. Perciò, l'educazione cristiana è
educazione alla libertà e per la libertà. "Noi
facciamo il bene non come schiavi che non sono liberi di
fare diversamente, ma lo facciamo perché portiamo
personalmente la responsabilità per il mondo; perché
amiamo la verità e il bene, perché amiamo Dio stesso e
quindi anche le sue creature. È questa la libertà vera,
alla quale lo Spirito Santo vuole condurci" (Omelia
nella veglia di Pentecoste, L'Osservatore Romano, ed.
lingua spagnola, 9-6-2006, p. 6).
Gesù
Cristo è l'uomo perfetto, esempio di libertà filiale,
che c'insegna a comunicare agli altri il suo stesso amore:
"Come il Padre ha amato me, così anch’io ho
amato voi; rimanete nel mio amore" (Gv
15,9). A questo riguardo insegna il Concilio Vaticano II
che "i coniugi e genitori cristiani, seguendo la
propria strada, per tutta la vita devono sorreggersi a
vicenda nella grazia con amore fedele ed istruire nella
dottrina cristiana e nelle virtù evangeliche la prole,
ricevuta con amore da Dio. Così offrono a tutti l'esempio
di un amore instancabile e generoso, edificano una
comunione di carità e sono testimoni e cooperatori della
fecondità della Madre Chiesa come segno e partecipazione
di quell'amore con il quale Cristo ha amato la sua Sposa e
si è dato per lei" (Lumen gentium, 41).
L’affetto
con il quale i nostri genitori ci accolsero ed
accompagnarono nei primi passi in questo mondo è come un
segno e prolungamento sacramentale dell'amore benevolo di
Dio dal quale veniamo. L'esperienza di essere accolti ed
amati da Dio e dai nostri genitori è il fondamento solido
che favorisce sempre la crescita e lo sviluppo autentico
dell'uomo e che tanto ci aiuta a maturare durante il
cammino verso la verità e l'amore, come anche ad uscire
da noi stessi per entrare in comunione con gli altri e con
Dio.
Per
avanzare in questo cammino di maturità umana, la Chiesa
ci insegna a rispettare e promuovere la meravigliosa realtà
del matrimonio indissolubile tra un uomo e una donna che
è, inoltre, l'origine della famiglia. Per questo,
riconoscere e aiutare questa istituzione è uno dei più
importanti servizi che si possono rendere oggi al bene
comune e allo sviluppo autentico degli uomini e delle
società, così come la migliore garanzia per assicurare
la dignità, l'uguaglianza e la vera libertà della
persona umana.
A questo
proposito, voglio sottolineare l'importanza e il ruolo
positivo che svolgono a le distinte associazioni familiari
ecclesiali in favore del matrimonio e della famiglia
Pertanto "voglio invitare tutti i cristiani a
collaborare, cordialmente e coraggiosamente con tutti gli
uomini di buona volontà che vivono la loro responsabilità
al servizio della famiglia" (Familiaris consortio,
86), affinché unendo le forze e con una legittima
pluralità di iniziative contribuiscano alla promozione
del vero bene della famiglia nella società attuale.
Ritorniamo
per un momento alla prima lettura di questa Messa, tratta
dal libro di Ester. La Chiesa orante ha visto in questa
umile regina che intercede con tutto il suo essere per il
suo popolo che soffre, una prefigurazione di Maria, che
suo Figlio ha dato a tutti noi come Madre; una
prefigurazione della Madre che protegge col suo amore la
famiglia di Dio che peregrina in questo mondo. Maria è
l'immagine esemplare di tutte le madri, della loro grande
missione come custodi della vita, della loro missione di
insegnare l'arte di vivere, l'arte di amare.
La
famiglia cristiana –padre, madre e figli - è chiamata,
dunque, a perseguire gli obiettivi indicati non come
qualcosa imposta dall’esterno, bensì come un dono della
grazia del sacramento del matrimonio infusa negli sposi.
Se questi rimangono aperti allo Spirito e chiedono il suo
aiuto, egli non cesserà di comunicare loro l'amore di Dio
Padre manifestato e incarnato in Cristo. La presenza dello
Spirito aiuterà i coniugi a non perdere di vista la fonte
e la dimensione del loro amore e della loro reciproca
donazione, come anche a collaborare con lui per
riverberarlo e incarnarlo in tutte le dimensioni della
loro vita. Lo Spirito susciterà al tempo stesso in loro
l'anelito dell'incontro definitivo con Cristo nella casa
di suo Padre e nostro Padre. Questo è il messaggio di
speranza che da Valencia voglio lanciare a tutte le
famiglie del mondo. Amen.
PAROLE
DEL SANTO PADRE ALL'ANGELUS
Antes de
terminar esta celebración nos dirigimos a la Virgen María,
como tantas familias la invocan en la intimidad de su
casa, para que las asista con su solicitud materna. Con la
intercesión de María, abrid vuestros hogares y vuestros
corazones a Cristo para que él sea vuestra fuerza y
vuestro gozo, y os ayude a vivir unidos y a proclamar al
mundo la fuerza invencible del verdadero amor.
En este
momento quiero dar gracias a todos los que han hecho
posible el buen desarrollo de este Encuentro. De modo
particular deseo reconocer el trabajo sacrificado y eficaz
de los numerosos Voluntarios de tantas nacionalidades por
su abnegada colaboración en todos los actos. Un
agradecimiento especial lo dedico a las numerosas personas
y comunidades religiosas, sobre todo de clausura, que con
su oración perseverante han acompañado todas las
celebraciones.
Ahora
tengo el gozo de anunciar que el próximo Encuentro
Mundial de las Familias se celebrará el año 2009 en la
Ciudad de México. A la amada Iglesia que peregrina en la
noble Nación mexicana y en la persona del Señor Cardenal
Norberto Rivera Carrera, Arzobispo de aquella ciudad,
expreso ya desde ahora mi gratitud por su disponibilidad.
Chères
familles de langue française, je vous salue avec joie,
vous annonçant que la prochaine Rencontre mondiale des
familles aura lieu en 2009 dans la ville de Mexico. Je
vous invite à enraciner votre vie et votre amour conjugal
sur le sacrement reçu le jour de votre mariage, qui fait
de vous des icônes et des témoins de l’amour de Dieu.
C’est un amour qui doit aller sans cesse jusqu’au
pardon au sein des couples; c’est la voie qui ouvre un
avenir aux relations conjugales et familiales. Ainsi, vous
serez les témoins de l’amour véritable auprès de vos
enfants, leur donnant confiance en eux-mêmes, leur
faisant découvrir le Christ, qui veut les aider à édifier
leur personnalité intégrale et leur remettre entre leur
mains la responsabilité de leur existence. Puissiez-vous
annoncer à ceux qui vous entourent que, comme le Christ
nous l’a montré, il n’y a pas de plus grand amour que
de donner et de se donner à Dieu et à ses frères.
I greet
all the English-speaking participants who have gathered
from various parts of the world. I trust that your
experiences here will have strengthened your commitment to
promoting the integrity of family life. May God abundantly
bless you and all those you represent, and through the
intercession of Mary, Mother of the Church, may you and
your families be filled with the wisdom of her Son.
Sehr
herzlich grüße ich die Pilger and besonders die Familien
aus den Ländern deutscher Sprache. Als Gemeinschaft des
Lebens and der Liebe, die in Gott gegründet ist, bleibt
die Familie der vorzügliche Ort der Weitergabe des
Glaubens. Begleiten wir die Familien mit unserem Gebet.
Und werden wir nicht müde im Einsatz für die stets
notwendige Förderung von Ehe and Familie im heutigen
gesellschaftlichen Kontext. Liebe Freunde, gerne lade ich
euch schon heute zum nächsten Weltfamilientreffen in
Mexiko-Stadt im Jahr 2009 ein. Der Herr schenke den
Familien und uns allen seinen Segen!
Rivolgo
un saluto cordiale alle famiglie italiane! Cari amici, in
ogni parte del mondo gli italiani sono stati sempre
stimati per il loro forte legame alla famiglia e ai suoi
valori. Auspico che questo patrimonio spirituale, morale e
sociale, costantemente rinnovato alla luce della Parola di
Dio e degli insegnamenti della Chiesa, possa essere difeso
anche di fronte alle sfide dell'epoca attuale. Invoco a
tal fine l'intercessione dei Santi e soprattutto di san
Giuseppe e della Vergine Maria, ai quali affido anche il
cammino verso il prossimo Incontro Mondiale delle
Famiglie, che avrà luogo nel 2009 a Città del Messico.
Saúdo
com grande afecto as famílias de língua portuguesa, aqui
presentes ou em comunhão connosco, sobre todas invocando
a solicitude materna da Virgem Maria para que, em cada lar
cristão, se mantenha viva a chama da fé, do amor e da
concórdia, como suma e preciosa herança cuja entrega aos
filhos deve acontecer em vida dos pais. Queridas famílias,
sede abençoadas nos vossos compromissos a bem da
humanidade e da Igreja! Se Deus quiser, o próximo
Encontro Mundial será em 2009, na cidade do México.
Pozdrawiam
serdecznie polskie rodziny, te, które tu w Walencji biorą,
udział w piątym światowym spotkaniu rodzin
i te które uczestniczą w nim duchowo we własnych
domach. Życzę, by każda rodzina była
wspólnotą modlitwy, przekazu wiary i miejscem kształtowania
ducha. Niech Maryja, Królowa Rodzin wspiera wasze wysiłki
i zawsze was prowadzi. Już dzisiaj zapraszam was na
kolejne światowe spotkanie rodzin, które, jeśli
Bóg pozwoli, odbędzie się w Meksyku w 2009 r.
Niech Bóg wam wszystkim błogosławi.
[Saluto
cordialmente le famiglie polacche, quelle che qui a
Valencia partecipano al quinto Incontro Mondiale delle
Famiglie e quelle che lo fanno, spiritualmente, nelle loro
case. Auguro che ogni famiglia sia una comunità di
preghiera, di trasmissione della fede ed il luogo della
formazione dello spirito. Che Maria, Regina delle
famiglie, sostenga i vostri sforzi e vi guidi
costantemente. Già da oggi vi invito al prossimo Incontro
Mondiale delle Famiglie, che si terrà, se Dio vuole, in
Messico nell'anno 2009. Dio vi benedica tutti.]
Abrazo de
corazón a todas las familias aquí presentes y a las que
se han unido a esta celebración a través de la radio, la
televisión u otros medios de comunicación social.
Encomiendo a todas a la Sagrada Familia de Nazaret para
que las proteja y, siguiendo su ejemplo callado, ayuden a
los hijos a crecer en sabiduría, en edad y en gracia ante
Dios y los hombres (cf. Lc 2,52).
©
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