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VIAGGIO DI BENEDETTO XVI A VALENCIA (9 LUGLIO 2006)

Viaggio a Valencia: 8 luglio >>>

Viaggio a Valencia: 9 luglio >>>

Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana

“AIUTARE LA FAMIGLIA ”: UNA NECESSITÀ PER IL BENE DELL’INTERA UMANITÀ. BENEDETTO XVI LANCIA IL SUO MONITO DA VALENCIA, IN SPAGNA, DOVE OGGI HA CELEBRATO LA MESSA CONCLUSIVA DEL V INCONTRO MONDIALE DELLE FAMIGLIE

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“Un messaggio di speranza che da Valencia voglio lanciare a tutte le famiglie del mondo”. Con queste parole Benedetto XVI ha concluso il V Incontro mondiale delle famiglie di Valencia, dando a tutti appuntamento tra tre anni a Città del Messico, per continuare un cammino di fede iniziato da Giovanni Paolo II nel 1994. 

  Nella Santa Messa presieduta nella vasta area della Città delle Arti e delle Scienze di fronte ad oltre 500 mila fedeli, così come nella Veglia della sera precedente, il Papa, che ha utilizzato – come fece già il suo predecessore – il Sacro Calice custodito nella Cattedrale, la stessa coppa utilizzata da Gesù nell’istituzione dell’Eucaristia nell’Ultima Cena, ha tirato le somme di una intensa settimana di dialogo tra le famiglie di tutto il mondo, cominciata con il Congresso teologico pastorale su “La trasmissione della fede nella famiglia”. Alla presenza della effigie della Virgen de Los Desamparados, tanto venerata dalla città di Valencia, l’omelia del Santo Padre ha evidenziato ancora una volta che la famiglia fondata sul matrimonio indissolubile tra uomo e donna è l’ambito ideale in cui la persona può crescere e svilupparsi in modo integrale. E i genitori hanno il diritto e dovere inalienabile di trasferire ai figli il dono della vita e il patrimonio d’esperienza, introducendoli nella vita sociale alla luce dell’esperienza di reciproco amore e, soprattutto, dell’incontro con Dio. Il Santo Padre descrive in qualche modo la presenza nella famiglia di una continuità ispirata alla fede e all’amore, che garantisce il trasferimento di quelle tradizioni che rappresentano il collante di ogni comunità. Su tutti, antenati, presenti e posteri, la mano paterna del Signore:  

EN EL ORIGEN DE TODO HOMBRE Y, PORT TANTO, EN TODA PATERNIDAD …

“Nell’origine di ogni uomo e, pertanto, in ogni paternità e maternità umana è presente Dio Creatore. I coniugi devono accogliere il bambino che nasce, come figlio non solo loro, ma anche di Dio che lo ama per quello che è – ricorda il Papa –. Ogni atto generativo, ogni paternità e maternità, ogni famiglia ha il proprio principio in Dio che è Padre, Figlio e Spirito Santo”.  

I genitori cristiani – continua il Santo Padre – sono chiamati a dare un’attestazione credibile della loro fede e speranza, in modo che la chiamata di Dio e la Buona Novella di Cristo arrivino ai figli con grande chiarezza e autenticità, attraverso l’insegnamento della preghiera comune e avvicinandoli ai sacramenti: introducendoli, in pratica nella vita della Chiesa. E la famiglia è anche il luogo della vera libertà e del sostegno reciproco. Richiamando gli insegnamenti del Concilio Vaticano II, Benedetto XVI afferma che i coniugi e i genitori cristiani per tutta la vita devono sorreggersi a vicenda nella grazia con amore fedele e istruire nella dottrina cristiana e nelle virtù evangeliche la prole ricevuta con amore da Dio. Per avanzare in questo cammino di maturità umana – dice ancora Benedetto XVI – la Chiesa ci insegna a rispettare e a promuovere la meravigliosa realtà del matrimonio indissolubile tra uomo e donna, origine della famiglia. E poi continua:  

POR ESO, RECONOCER Y AYUDAR A ESTA INSTITUCIÓN ES UNO DE LOS …

“Per questo riconoscere e aiutare questa istituzione è uno dei più importanti servizi che si possono rendere oggi al bene comune e allo sviluppo autentico degli uomini e della società, così come la migliore garanzia per assicurare la dignità, l’uguaglianza e la vera libertà della persona umana”.   

Nella Veglia, appena dodici ore prima, la definizione della famiglia come “Chiesa domestica e santuario della vita”, unione fondata sul matrimonio, esperienza d’amore e di responsabilità per genitori e figli, bene necessario per i popoli e fondamento indispensabile per la società. L’essere umano – dice Benedetto XVI – si realizza pienamente solo quando fa dono sincero di sé agli altri e la famiglia rappresenta proprio l’ambito privilegiato dove ogni persona impara a dare e ricevere amore.  

Nella calda notte valenciana rischiarata dalla imponente croce luminosa di 35 metri accanto all’altare, c’è l’entusiasmo, gli applausi, i canti, le testimonianze, la preghiera, il saluto al Papa del cardinale Lopez Trujillo, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia che ha promosso l’evento. L’affettuoso calore dei presenti quando il Papa ricorda le parole di Giovanni Paolo II: “L’uomo è immagine e somiglianza di Dio non tanto nella solitudine, quanto nel momento della comunione”. Poi aggiunge:  

LA FAMILIA ES UNA INSTITUCIÓN INTERMEDIA ENTRE EL INDIVIDUO …

“La famiglia è un’istituzione intermediata individuo e società e niente può supplirla totalmente. Essa si fonda sulla profonda relazione interpersonale tra marito e moglie, sostenuta dall’affetto e dalla mutua comprensione. Il sacramento del matrimonio – dice il Papa – comporta una vera vocazione alla santità. L’amore tra il padre e la madre offre ai figli una grande sicurezza ed insegna loro la bellezza dell’amore fedele e duraturo”.  

Ma nella società attuale le famiglie non possono essere lasciate sole di fronte alla difficoltà, laddove c’è bisogno di stimoli spirituali per fortificare la coesione del nucleo familiare. Fondamentale, dunque, la parrocchia, le associazioni ecclesiali. Quindi, l’esortazione del Papa ad avviare politiche sociali a favore della famiglia.

INVITO, PUES, A LOS GOBERNANTES Y LEGISLADORES A REFLEXIONAR…

“Invito, dunque, i governanti e i legislatori a riflettere sul bene che i focolari domestici in pace e armonia assicurano all’uomo, alla famiglia, centro nevralgico della società. Oggetto delle leggi è il bene integrale dell’uomo, la risposta alle sue necessità alle sue aspirazioni. Dunque, la famiglia è un aiuto alla società di cui non ci si può privare”.  

In conclusione l’affettuoso accenno del Papa ai nonni, garanti dell’affetto e della tenerezza che ogni essere umano ha bisogno di dare e di ricevere. Per nessuna ragione siano esclusi dall’ambito familiare. Essi – dice ancora il Santo Padre – sono un tesoro che non possiamo strappare alle nuove generazioni, soprattutto quando danno testimonianza di fede all’avvicinarsi della morte. L’ultimo caloroso abbraccio dei fedeli al Papa all’aeroporto di Valencia, prima di ripartire. Salutando le autorità civili e religiose Benedetto XVI ha auspicato che questo incontro continui a risuonare come un canto gioioso d’amore, di vita e di fede condivisa nelle famiglie, aiutando il mondo di oggi a comprendere che l’alleanza matrimoniale, vincolo permanente tra l’uomo e la donna, è un grande bene per tutta l’umanità. Un cammino, dunque, per le famiglie da percorre con consapevolezza e intensità. Il prossimo abbraccio al Papa nel 2009 in terra messicana.  

Da Valencia, Giancarlo La Vella , Radio Vaticana.

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VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI A VALENCIA: OMELIA NELLA SANTA MESSA DEL 9 LUGLIO

Cari fratelli e sorelle,

In questa Santa Messa che ho l'immensa gioia di presiedere, concelebrando con numerosi Fratelli nell'episcopato e con un gran numero di sacerdoti, ringrazio il Signore per tutte le amate famiglie che si sono qui riunite formando una moltitudine giubilante, e anche per tante altre che, da terre lontane, seguono questa celebrazione attraverso la radio e la televisione. Tutti vi saluto ed esprimo il mio grande affetto con un abbraccio di pace.

Le attestazioni di Ester e Paolo che abbiamo ascoltato prima nelle letture, mostrano come la famiglia è chiamata a collaborare nella trasmissione della fede. Ester confessa: "Mio padre mi ha raccontato che tu, Signore, scegliesti Israele tra le nazioni" (14,5). Paolo segue la tradizione dei suoi antenati ebrei dando ascolto a Dio con coscienza pura. Loda la fede sincera di Timoteo e gli ricorda "fede che fu prima in tua nonna Loide, poi in tua madre Eunice e ora, ne sono certo, anche in te" (2 Tm 1,5). In queste attestazioni bibliche la famiglia comprende non solo genitori e figli, ma anche nonni e antenati. La famiglia si mostra così come una comunità di generazioni e garante di un patrimonio di tradizioni.

Nessun uomo si è dato l'essere a sé stesso né ha acquisito da solo le conoscenze elementari della vita. Tutti abbiamo ricevuto da altri la vita e le verità basilari di essa, e siamo chiamati a raggiungere la perfezione in relazione e comunione amorosa con gli altri. La famiglia, fondata nel matrimonio indissolubile tra un uomo e una donna, esprime questa dimensione relazionale, filiale e comunitaria, ed è l'ambito dove l'uomo può nascere con dignità, crescere e svilupparsi in modo integrale.

Quando un bambino nasce, attraverso la relazione coi suoi genitori incomincia a fare parte di una tradizione familiare che ha radici ancora più antiche. Col dono della vita riceve tutto un patrimonio di esperienza. In riferimento a questo, i genitori hanno il diritto e il dovere inalienabile di trasmetterlo ai figli: educarli alla scoperta della loro identità, introdurli alla vita sociale, all’esercizio responsabile della loro libertà morale e della loro capacità di amare attraverso l'esperienza di essere amati e, soprattutto, nell'incontro con Dio. I figli crescono e maturano umanamente nella misura in cui accolgono con fiducia quel patrimonio e quell'educazione che continuano ad assumere progressivamente. In questo modo sono capaci di elaborare una sintesi personale tra ciò che hanno ricevuto e quello che imparano, e che ognuno e ogni generazione è chiamata a realizzare.

Nell'origine di ogni uomo e, pertanto, in ogni paternità e maternità umana è presente Dio Creatore. Per questo motivo i coniugi devono accogliere il bambino che nasce come figlio non solo loro, ma anche di Dio che lo ama per quello che è e lo chiama alla filiazione divina. Più ancora: ogni atto generativo, ogni paternità e maternità, ogni famiglia ha il proprio principio in Dio che è Padre, Figlio e Spirito Santo.

Con la memoria dei suoi antenati e del suo popolo, il padre di Ester le aveva trasmesso quella di un Dio dal quale tutti provengono e al quale tutti sono chiamati a rispondere. Si tratta della memoria di Dio Padre che ha scelto il suo popolo e che agisce nella storia per la nostra salvezza. La memoria di questo Padre illumina l'identità più profonda degli uomini: da dove veniamo, chi siamo e quanto grande è la nostra dignità. Veniamo certamente dai nostri genitori e siamo loro figli, ma veniamo anche da Dio che ci ha creati a sua immagine e ci ha chiamati ad essere suoi figli. Per questo motivo nell'origine di ogni essere umano non esiste il caso o la fatalità, bensì un progetto dell'amore di Dio. È quello che ci ha rivelato Gesù Cristo, vero Figlio di Dio e uomo perfetto. Egli conosceva da dove veniva e da dove veniamo tutti: dall'amore di suo Padre e nostro Padre.

La fede non è, dunque, una mera eredità culturale, bensì un'azione continua della grazia di Dio che chiama, come anche della libertà umana che può aderire oppure non aderire a quella chiamata. Benché nessuno risponda per un altro, tuttavia i genitori cristiani sono chiamati a dare un'attestazione credibile della loro fede e speranza cristiana. Devono fare in modo che la chiamata di Dio e la Buona Novella di Cristo arrivino ai loro figli con la più grande chiarezza e autenticità.

Col passare degli anni, questo dono di Dio che i genitori hanno contribuito a illustre ai piccoli dovrà anche essere coltivato con saggezza e dolcezza, facendo crescere in essi la capacità di discernimento. In questo modo, con la testimonianza costante dell'amore coniugale dei genitori, vissuto ed impregnato di fede, e con il sostegno affettuoso della comunità cristiana, si favorirà nei figli un approccio personale al dono stesso della fede, affinché scoprano attraverso di essa il senso profondo della propria esistenza e si sentano perciò riconoscenti.

La famiglia cristiana trasmette la fede quando i genitori insegnano ai loro figli a pregare e pregano con essi (cf. Familiaris consortio, 60); quando li avvicinano ai sacramenti e li introducono nella vita della Chiesa; quando tutti si riuniscono per leggere la Bibbia, illuminando la vita familiare con la luce della fede e lodando Dio come Padre.

Nella cultura attuale si esalta molto spesso la libertà dell'individuo inteso come soggetto autonomo, come se egli si facesse da solo e bastasse a sé stesso, al di fuori della sua relazione con gli altri come anche della sua responsabilità nei confronti degli altri. Si cerca di organizzare la vita sociale solo a partire da desideri soggettivi e mutevoli, senza riferimento alcuno ad una verità oggettiva previa come sono la dignità di ogni essere umano e i suoi doveri e diritti inalienabili al cui servizio deve mettersi ogni gruppo sociale.

La Chiesa non cessa di ricordare che la vera libertà dell'essere umano proviene dall’essere stato creato ad immagine e somiglianza di Dio. Perciò, l'educazione cristiana è educazione alla libertà e per la libertà. "Noi facciamo il bene non come schiavi che non sono liberi di fare diversamente, ma lo facciamo perché portiamo personalmente la responsabilità per il mondo; perché amiamo la verità e il bene, perché amiamo Dio stesso e quindi anche le sue creature. È questa la libertà vera, alla quale lo Spirito Santo vuole condurci" (Omelia nella veglia di Pentecoste, L'Osservatore Romano, ed. lingua spagnola, 9-6-2006, p. 6).

Gesù Cristo è l'uomo perfetto, esempio di libertà filiale, che c'insegna a comunicare agli altri il suo stesso amore: "Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi; rimanete nel mio amore" (Gv 15,9). A questo riguardo insegna il Concilio Vaticano II che "i coniugi e genitori cristiani, seguendo la propria strada, per tutta la vita devono sorreggersi a vicenda nella grazia con amore fedele ed istruire nella dottrina cristiana e nelle virtù evangeliche la prole, ricevuta con amore da Dio. Così offrono a tutti l'esempio di un amore instancabile e generoso, edificano una comunione di carità e sono testimoni e cooperatori della fecondità della Madre Chiesa come segno e partecipazione di quell'amore con il quale Cristo ha amato la sua Sposa e si è dato per lei" (Lumen gentium, 41).

L’affetto con il quale i nostri genitori ci accolsero ed accompagnarono nei primi passi in questo mondo è come un segno e prolungamento sacramentale dell'amore benevolo di Dio dal quale veniamo. L'esperienza di essere accolti ed amati da Dio e dai nostri genitori è il fondamento solido che favorisce sempre la crescita e lo sviluppo autentico dell'uomo e che tanto ci aiuta a maturare durante il cammino verso la verità e l'amore, come anche ad uscire da noi stessi per entrare in comunione con gli altri e con Dio.

Per avanzare in questo cammino di maturità umana, la Chiesa ci insegna a rispettare e promuovere la meravigliosa realtà del matrimonio indissolubile tra un uomo e una donna che è, inoltre, l'origine della famiglia. Per questo, riconoscere e aiutare questa istituzione è uno dei più importanti servizi che si possono rendere oggi al bene comune e allo sviluppo autentico degli uomini e delle società, così come la migliore garanzia per assicurare la dignità, l'uguaglianza e la vera libertà della persona umana.

A questo proposito, voglio sottolineare l'importanza e il ruolo positivo che svolgono a le distinte associazioni familiari ecclesiali in favore del matrimonio e della famiglia Pertanto "voglio invitare tutti i cristiani a collaborare, cordialmente e coraggiosamente con tutti gli uomini di buona volontà che vivono la loro responsabilità al servizio della famiglia" (Familiaris consortio, 86), affinché unendo le forze e con una legittima pluralità di iniziative contribuiscano alla promozione del vero bene della famiglia nella società attuale.

Ritorniamo per un momento alla prima lettura di questa Messa, tratta dal libro di Ester. La Chiesa orante ha visto in questa umile regina che intercede con tutto il suo essere per il suo popolo che soffre, una prefigurazione di Maria, che suo Figlio ha dato a tutti noi come Madre; una prefigurazione della Madre che protegge col suo amore la famiglia di Dio che peregrina in questo mondo. Maria è l'immagine esemplare di tutte le madri, della loro grande missione come custodi della vita, della loro missione di insegnare l'arte di vivere, l'arte di amare.

La famiglia cristiana –padre, madre e figli - è chiamata, dunque, a perseguire gli obiettivi indicati non come qualcosa imposta dall’esterno, bensì come un dono della grazia del sacramento del matrimonio infusa negli sposi. Se questi rimangono aperti allo Spirito e chiedono il suo aiuto, egli non cesserà di comunicare loro l'amore di Dio Padre manifestato e incarnato in Cristo. La presenza dello Spirito aiuterà i coniugi a non perdere di vista la fonte e la dimensione del loro amore e della loro reciproca donazione, come anche a collaborare con lui per riverberarlo e incarnarlo in tutte le dimensioni della loro vita. Lo Spirito susciterà al tempo stesso in loro l'anelito dell'incontro definitivo con Cristo nella casa di suo Padre e nostro Padre. Questo è il messaggio di speranza che da Valencia voglio lanciare a tutte le famiglie del mondo. Amen.

 

PAROLE DEL SANTO PADRE ALL'ANGELUS

Antes de terminar esta celebración nos dirigimos a la Virgen María, como tantas familias la invocan en la intimidad de su casa, para que las asista con su solicitud materna. Con la intercesión de María, abrid vuestros hogares y vuestros corazones a Cristo para que él sea vuestra fuerza y vuestro gozo, y os ayude a vivir unidos y a proclamar al mundo la fuerza invencible del verdadero amor.

En este momento quiero dar gracias a todos los que han hecho posible el buen desarrollo de este Encuentro. De modo particular deseo reconocer el trabajo sacrificado y eficaz de los numerosos Voluntarios de tantas nacionalidades por su abnegada colaboración en todos los actos. Un agradecimiento especial lo dedico a las numerosas personas y comunidades religiosas, sobre todo de clausura, que con su oración perseverante han acompañado todas las celebraciones.

Ahora tengo el gozo de anunciar que el próximo Encuentro Mundial de las Familias se celebrará el año 2009 en la Ciudad de México. A la amada Iglesia que peregrina en la noble Nación mexicana y en la persona del Señor Cardenal Norberto Rivera Carrera, Arzobispo de aquella ciudad, expreso ya desde ahora mi gratitud por su disponibilidad.

Chères familles de langue française, je vous salue avec joie, vous annonçant que la prochaine Rencontre mondiale des familles aura lieu en 2009 dans la ville de Mexico. Je vous invite à enraciner votre vie et votre amour conjugal sur le sacrement reçu le jour de votre mariage, qui fait de vous des icônes et des témoins de l’amour de Dieu. C’est un amour qui doit aller sans cesse jusqu’au pardon au sein des couples; c’est la voie qui ouvre un avenir aux relations conjugales et familiales. Ainsi, vous serez les témoins de l’amour véritable auprès de vos enfants, leur donnant confiance en eux-mêmes, leur faisant découvrir le Christ, qui veut les aider à édifier leur personnalité intégrale et leur remettre entre leur mains la responsabilité de leur existence. Puissiez-vous annoncer à ceux qui vous entourent que, comme le Christ nous l’a montré, il n’y a pas de plus grand amour que de donner et de se donner à Dieu et à ses frères.

I greet all the English-speaking participants who have gathered from various parts of the world. I trust that your experiences here will have strengthened your commitment to promoting the integrity of family life. May God abundantly bless you and all those you represent, and through the intercession of Mary, Mother of the Church, may you and your families be filled with the wisdom of her Son.

Sehr herzlich grüße ich die Pilger and besonders die Familien aus den Ländern deutscher Sprache. Als Gemeinschaft des Lebens and der Liebe, die in Gott gegründet ist, bleibt die Familie der vorzügliche Ort der Weitergabe des Glaubens. Begleiten wir die Familien mit unserem Gebet. Und werden wir nicht müde im Einsatz für die stets notwendige Förderung von Ehe and Familie im heutigen gesellschaftlichen Kontext. Liebe Freunde, gerne lade ich euch schon heute zum nächsten Weltfamilientreffen in Mexiko-Stadt im Jahr 2009 ein. Der Herr schenke den Familien und uns allen seinen Segen!

Rivolgo un saluto cordiale alle famiglie italiane! Cari amici, in ogni parte del mondo gli italiani sono stati sempre stimati per il loro forte legame alla famiglia e ai suoi valori. Auspico che questo patrimonio spirituale, morale e sociale, costantemente rinnovato alla luce della Parola di Dio e degli insegnamenti della Chiesa, possa essere difeso anche di fronte alle sfide dell'epoca attuale. Invoco a tal fine l'intercessione dei Santi e soprattutto di san Giuseppe e della Vergine Maria, ai quali affido anche il cammino verso il prossimo Incontro Mondiale delle Famiglie, che avrà luogo nel 2009 a Città del Messico.

Saúdo com grande afecto as famílias de língua portuguesa, aqui presentes ou em comunhão connosco, sobre todas invocando a solicitude materna da Virgem Maria para que, em cada lar cristão, se mantenha viva a chama da fé, do amor e da concórdia, como suma e preciosa herança cuja entrega aos filhos deve acontecer em vida dos pais. Queridas famílias, sede abençoadas nos vossos compromissos a bem da humanidade e da Igreja! Se Deus quiser, o próximo Encontro Mundial será em 2009, na cidade do México.

Pozdrawiam serdecznie polskie rodziny, te, które tu w Walencji biorą, udział w piątym światowym spotkaniu rodzin i te które uczestniczą w nim duchowo we własnych domach. Życzę, by każda rodzina była wspólnotą modlitwy, przekazu wiary i miejscem kształtowania ducha. Niech Maryja, Królowa Rodzin wspiera wasze wysiłki i zawsze was prowadzi. Już dzisiaj zapraszam was na kolejne światowe spotkanie rodzin, które, jeśli Bóg pozwoli, odbędzie się w Meksyku w 2009 r. Niech Bóg wam wszystkim błogosławi.

[Saluto cordialmente le famiglie polacche, quelle che qui a Valencia partecipano al quinto Incontro Mondiale delle Famiglie e quelle che lo fanno, spiritualmente, nelle loro case. Auguro che ogni famiglia sia una comunità di preghiera, di trasmissione della fede ed il luogo della formazione dello spirito. Che Maria, Regina delle famiglie, sostenga i vostri sforzi e vi guidi costantemente. Già da oggi vi invito al prossimo Incontro Mondiale delle Famiglie, che si terrà, se Dio vuole, in Messico nell'anno 2009. Dio vi benedica tutti.]

Abrazo de corazón a todas las familias aquí presentes y a las que se han unido a esta celebración a través de la radio, la televisión u otros medios de comunicación social. Encomiendo a todas a la Sagrada Familia de Nazaret para que las proteja y, siguiendo su ejemplo callado, ayuden a los hijos a crecer en sabiduría, en edad y en gracia ante Dios y los hombres (cf. Lc 2,52).

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