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MESSAGGIO
AL POPOLO AMERICANO (8 aprile 2008) |
Fonte,
Radio Vaticana, 8 aprile 2008
La
speranza cristiana al centro del viaggio apostolico negli
Stati Uniti e alla visita all’ONU: così il Papa in un
videomessaggio al popolo americano presentato in Sala
Stampa Vaticana
Porterò
il messaggio della speranza cristiana al popolo americano
e alle Nazioni Unite: così, Benedetto XVI sintetizza, in
un videomessaggio presentato oggi alla Sala stampa
vaticana, il significato del suo ottavo viaggio apostolico
internazionale, il primo negli Stati Uniti. Il servizio di
Alessandro Gisotti:
Il mondo “ha più che mai bisogno di speranza:
speranza di pace, di giustizia, di libertà, ma non potrà
realizzare questa speranza senza obbedire alla legge di
Dio, che Cristo ha portato a compimento nel comandamento
di amarci gli uni gli altri”: è uno dei passaggi chiave
del videomessaggio di Benedetto XVI al popolo degli Stati
Uniti d’America, ad una settimana dall’inizio del suo
viaggio apostolico in terra americana. Il Papa sottolinea
che pur visitando solo due città, Washington e New York,
“intende abbracciare tutti i cattolici che vivono negli
Stati Uniti”. “Il mio cuore - confida - sarà vicino a
tutti, specialmente ai malati, ai piccoli, agli
abbandonati”:
"At the same time, I earnestly hope that my
presence…
Al tempo stesso auspico vivamente che la mia venuta
in mezzo a voi sia accolta come espressione di fraternità
verso ogni comunità ecclesiale e come testimonianza di
amicizia verso tutti i credenti e gli uomini e le donne di
buona volontà”.
La speranza, dunque, è il cuore di questo viaggio
apostolico e Benedetto XVI ricorda che il tema della
visita è proprio “Cristo nostra speranza”:
"Jesus Christ is hope for men and women…
Gesù Cristo è la speranza per gli uomini e le
donne di ogni lingua, razza, cultura e condizione
sociale”.
E’ grazie a Lui, aggiunge il Pontefice, che possiamo
“formare una famiglia di persone e di popoli che vivono
in fraternità”. E constata: “So bene quanto nel
vostro Paese questo messaggio evangelico sia radicato”.
"I shall also bring the message of Christian hope…
Porterò il messaggio della speranza anche nella
grande Assemblea delle Nazioni Unite ai Rappresentanti dei
popoli del mondo”.
Un mondo che ha bisogno di speranza. Il Pontefice si
sofferma sulla “regola d’oro”, “Fate agli altri ciò
che volete facciano a voi”. Una regola che si trova
nella Bibbia, ma che, avverte, “vale per tutti, anche
per i non credenti”. E’ questa, spiega, “la legge
scritta nella coscienza umana, e su questa possiamo tutti
ritrovarci, così che l’incontro delle differenze sia
positivo e costruttivo per l’intera comunità umana”.
Benedetto XVI non manca di ringraziare quanti stanno da
tempo lavorando per preparare il viaggio, fattivamente e
“aprendo la strada con la preghiera”. Nel
videomessaggio, anche un saluto in spagnolo ai tanti
cattolici statunitensi di origine ispanoamericana:
"Les aliento a orar intensamente…"
Il
Papa chiede ai fedeli di lingua spagnola di pregare
intensamente per i frutti pastorali del Viaggio e per
“tener alta la fiamma della speranza in Cristo
risorto”.
MESSAGGIO
DEL PAPA
Cari
fratelli e sorelle degli Stati Uniti d’America!
La grazia
e la pace di Dio nostro Padre e del Signore Gesù Cristo
siano con tutti voi! Mancano ormai pochi giorni al mio
viaggio apostolico nel vostro amato Paese, e prima di
partire desidero farvi giungere un cordiale saluto e un
invito alla preghiera. Come sapete, la mia visita toccherà
due sole città: Washington e New York; ma essa intende
spiritualmente abbracciare tutti i cattolici che vivono
negli Stati Uniti. Al tempo stesso, auspico vivamente che
la mia venuta in mezzo a voi sia accolta come espressione
di fraternità verso ogni Comunità ecclesiale e come
testimonianza di amicizia verso tutti i credenti e gli
uomini e le donne di buona volontà. Il Signore risorto ha
affidato agli Apostoli e alla Chiesa il suo Vangelo
d’amore e di pace, e lo ha affidato perché fosse recato
a tutti i popoli.
Sento in
questo momento il bisogno di ringraziare, perché so bene
che tante persone già da tempo stanno lavorando, sia
nell’ambito ecclesiale sia in quello civile, per
preparare il mio viaggio. Il mio pensiero va innanzitutto
a voi, che mi state aprendo la strada con la preghiera,
cioè nel modo più importante! Cari amici, vi sono
profondamente riconoscente, perché sono convinto – ce
lo insegna la fede – che senza la forza della preghiera,
senza l’intima unione con il Signore, a ben poco
varrebbero le nostre umane iniziative. E’ Dio che salva
noi, il mondo e la storia, è Lui il Pastore del suo
popolo, e io vengo, inviato da Gesù Cristo, a portare la
sua Parola di vita.
Insieme
con i vostri Vescovi, ho scelto come tema del mio viaggio
tre semplici ma essenziali parole: "Cristo nostra
speranza". Sulle orme dei miei venerati predecessori,
Paolo VI e Giovanni Paolo II, per la prima volta verrò da
Pontefice negli Stati Uniti d’America, portando con me
questa grande verità: Gesù Cristo è la speranza per gli
uomini e le donne di ogni lingua, razza, cultura e
condizione sociale. Sì, Cristo è il volto di Dio apparso
tra noi. Grazie a Lui la nostra vita trova la sua pienezza
ed insieme possiamo formare una famiglia di persone e di
popoli che vivono in fraternità, secondo il perenne
disegno di Dio Padre. So bene quanto nel vostro Paese
questo messaggio evangelico sia radicato! Vengo a
condividerlo con voi, nelle celebrazioni e negli incontri.
Porterò il messaggio della speranza cristiana anche nella
grande Assemblea delle Nazioni Unite, ai Rappresentanti
dei popoli del mondo. Il mondo infatti ha più che mai
bisogno di speranza: speranza di pace, di giustizia, di
libertà, ma non potrà realizzare questa speranza senza
obbedire alla legge di Dio, che Cristo ha portato a
compimento nel comandamento di amarci gli uni gli altri.
Fate agli altri ciò che volete facciano a voi, non fate
ciò che non volete che essi vi facciano. Questa
"regola d’oro" si trova nella Bibbia ma vale
per tutti, anche per i non credenti. E’ la legge scritta
nella coscienza umana, e su questa possiamo tutti
ritrovarci, così che l’incontro delle differenze sia
positivo e costruttivo per l’intera comunità umana.
(spagnolo)
Rivolgo un cordiale saluto ai cattolici di lingua spagnola
e manifesto loro la mia vicinanza spirituale, in special
modo ai giovani, ai malati, agli anziani e a quelli che
attraversano difficoltà o si sentono più provati. Vi
esprimo il mio vivo desiderio di potermi trovare presto
con voi in codesta amata Nazione. Nel frattempo, vi esorto
a pregare intensamente per i frutti pastorali del mio
imminente Viaggio apostolico e a tener alta la fiamma
della speranza in Cristo risorto.
(inglese)
Cari fratelli e sorelle, amici tutti che vivete negli
Stati Uniti. Desidero tanto venire in mezzo a voi!
Sappiate che, anche se il mio itinerario sarà breve e
limitato nei suoi spostamenti, il mio cuore sarà vicino a
tutti, specialmente ai malati, ai piccoli, agli
abbandonati. Vi ringrazio ancora per il vostro sostegno
spirituale alla mia missione. Con affetto vi abbraccio,
mentre invoco su di voi la materna protezione della Beata
Vergine Maria,
(spagnolo)
Che la Vergine Maria vi accompagni e vi protegga. Che Dio
vi benedica!
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