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VIDEOMESSAGGIO DEL PAPA AL POPOLO TEDESCO

Radio Vaticana, 18 settembre 2011

Videomessaggio del Papa al popolo tedesco: lasciamo entrare la luce di Dio nelle nostre vite

“Dove c’è Dio, là c’è futuro”: è quanto sottolineato da Benedetto XVI in un videomessaggio al popolo tedesco, trasmesso ieri sera a pochi giorni dal viaggio apostolico in Germania. Il Pontefice si è detto molto contento di questa visita nella sua terra natale e si è soffermato sull’esigenza di lasciare entrare nelle nostre vite la luce di Dio. Il servizio di Alessandro Gisotti:

“Dovrebbe trattarsi del fatto che Dio torni nel nostro orizzonte, questo Dio così spesso totalmente assente del quale abbiamo però tanto bisogno”: è uno dei passaggi forti del videomessaggio del Papa ai tedeschi ai quali si rivolge chiamandoli “cari connazionali”. Il Pontefice ricorda le tappe principali del suo imminente viaggio in Germania e si dice particolarmente contento della sua visita a Berlino. Uno dei momenti più importanti del viaggio, prosegue, sarà la visita al monastero agostiniano di Erfurt in cui Lutero ha iniziato il suo cammino e dove incontrerà i rappresentanti della Chiesa evangelica di Germania:

“Wir erwarten keine Sensationen…”
“Non attendiamo alcun evento sensazionale – ha detto il Papa – infatti la vera grandezza dell’evento consiste proprio in questo, che in questo luogo insieme possiamo pensare, ascoltare la Parola di Dio e pregare, e così, saremo intimamente vicini e si manifesterà un vero ecumenismo”. Il Papa non manca poi di ricordare la gioia per la Veglia con i giovani e la grande Messa di Friburgo:

“All dies is nicht religiöser Tourismus…”
“Tutto questo – ha osservato – non è turismo religioso, e meno ancora di uno 'show'”. Ed ha ribadito il motto del viaggio: “Dove c’è Dio, là c’è futuro”. Il Papa si è soffermato sulla presenza di Dio nella nostra vita. Certo, ha constatato, “non possiamo toccarlo” come un qualsiasi oggetto. Dobbiamo allora “di nuovo sviluppare la capacità di percezione di Dio, capacità che esiste in noi”:

“In dieser groβen Rationalität…”
“Nella grande razionalità del mondo – ha rilevato – possiamo intuire lo Spirito creatore dal quale esso proviene”. E, ha soggiunto, “nella bellezza della creazione possiamo intuire qualcosa della bellezza, della grandezza e anche della bontà di Dio”. Ancora, il Papa ha sottolineato che possiamo incontrare Dio nelle Sacre Scritture e poi “vediamo quasi Dio anche nell’incontro con le persone che sono state toccate da Lui”:

“Icht denke nicht nur an die groβen…”
“Non penso – ha detto – soltanto ai grandi” come San Paolo, Francesco d’Assisi o Madre Teresa. Penso “alle tante persone semplici delle quali nessuno parla. Eppure, quando le incontriamo, da loro promana qualcosa di bontà, sincerità, gioia e noi sappiamo che lì c’è Dio e che Egli tocca anche noi”. Nei giorni del viaggio, è allora l’auspicio del Papa, impegniamoci a “tornare a vedere Dio”, tornare “noi stessi ad essere persone dalle quali entri nel mondo una luce della speranza”. Una luce “che viene da Dio e che ci aiuta a vivere”.


PAROLE DEL SANTO PADRE 

 

Signore e Signori,
cari connazionali!

Tra pochi giorni partirò per il mio viaggio in Germania, e ne sono molto contento. Penso con gioia particolarmente a Berlino, dove ci saranno molti incontri, e, naturalmente, al discorso che terrò al Bundestag e alla grande Messa che potremo celebrare allo stadio olimpico.

Uno dei momenti importanti della visita sarà Erfurt: in quel monastero agostiniano, in quella chiesa agostiniana, dove Lutero ha iniziato il suo cammino, potrò incontrare i rappresentanti della Chiesa Evangelica di Germania. Lì pregheremo insieme, ascolteremo la Parola di Dio, penseremo e parleremo insieme. Non attendiamo alcun evento sensazionale: infatti, la vera grandezza dell’evento consiste proprio in questo, che in questo luogo insieme possiamo pensare, ascoltare la Parola di Dio e pregare, e così saremo intimamente vicini e si manifesterà un vero ecumenismo.

Qualcosa di particolare è per me l’incontro con l’Eichsfeld, questa piccola striscia di terra che, pur passando attraverso tutte le peripezie della storia, è rimasta cattolica; poi il Sudovest della Germania, con Friburgo, la grande città, con molti incontri che si svolgeranno lì, soprattutto la veglia con i giovani e la grande Messa che concluderà il viaggio.

Tutto ciò non è turismo religioso, e meno ancora uno "show". Di che cosa si tratta, lo dice il motto di questi giorni: "Dove c’è Dio, là c’è futuro". Dovrebbe trattarsi del fatto che Dio torni nel nostro orizzonte, questo Dio così spesso totalmente assente, del quale però abbiamo tanto bisogno.

Forse mi chiederete: "Ma Dio, esiste? E se esiste, si occupa veramente di noi? Possiamo noi arrivare fino a Lui?". Certo, è vero: non possiamo mettere Dio sul tavolo, non possiamo toccarlo come un utensile o prenderlo in mano come un qualsiasi oggetto. Dobbiamo di nuovo sviluppare la capacità di percezione di Dio, capacità che esiste in noi. Possiamo intuire qualcosa della grandezza di Dio nella grandezza del cosmo. Possiamo utilizzare il mondo attraverso la tecnica, perché esso è costruito in maniera razionale. Nella grande razionalità del mondo possiamo intuire lo spirito creatore dal quale esso proviene, e nella bellezza della creazione possiamo intuire qualcosa della bellezza, della grandezza e anche della bontà di Dio. Nella Parola delle Sacre Scritture possiamo sentire parole di vita eterna che non vengono semplicemente da uomini, ma che vengono da Lui, e in esse sentiamo la sua voce. E infine, vediamo quasi Dio anche nell’incontro con le persone che sono state toccate da Lui. Non penso soltanto ai grandi: da Paolo a Francesco d’Assisi fino a Madre Teresa; ma penso alle tante persone semplici delle quali nessuno parla. Eppure, quando le incontriamo, da loro promana qualcosa di bontà, sincerità, gioia e noi sappiamo che lì c’è Dio e che Egli tocca anche noi. Perciò, in questi giorni vogliamo impegnarci per tornare a vedere Dio, per tornare noi stessi ad essere persone dalle quali entri nel mondo una luce della speranza, che è luce che viene da Dio e che ci aiuta a vivere.

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