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il servizio trasmesso da Radio Vaticana
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Radio Vaticana, 12 maggio 2008
Benedetto
XVI al Movimento per la Vita, a 30 anni dalla legge
sull'aborto in Italia: non ha risolto i problemi e ha
svilito il valore della vita umana, il cui rispetto è
invece la "prima giustizia da applicare"
Un
grazie dal cuore del Papa per le vite non ancora nate,
salvate dalla morte. Si è conclusa con questo aperto
riconoscimento l’udienza che Benedetto XVI ha concesso
questa mattina ai rappresentanti del Movimento per la
Vita, a 30 anni dalla legalizzazione dell’aborto in
Italia. Davanti alle circa 800 persone che hanno riempito
l’Aula delle Benedizioni in Vaticano, il Papa ha
riflettuto sul “progressivo svilimento” e il “minor
rispetto” subìti dal valore della vita umana, in tre
decenni di pratiche abortive. Il servizio di Alessandro
De Carolis:
Il valore della vita, come spesso ultimamente si sente
affermare, è un valore “non negoziabile”. Per il
Papa, di più, il “rispetto della vita è la prima
giustizia da applicare”. L’affermazione di Benedetto
XVI è tanto più incisiva se rapportata alla crescente
sensibilità verso i diritti umani di gran parte del mondo
contemporaneo, dove paradossalmente però il diritto a
nascere di chi non lo è ancora ed è incapace di
difendersi soggiace al “giudizio del singolo”, che può
ricorrere all’aborto per spezzare quella vita. Trent’anni
di interruzioni di gravidanza autorizzate per legge, in
Italia, hanno prodotto “effetti” - ha osservato il
Pontefice - tanto nella mentalità sociale quanto fra i
cristiani stessi, traducibili in una constatazione su
tutte: la vita umana oggi vale meno di prima:
“Guardando ai passati tre decenni e considerando
l’attuale situazione, non si può non riconoscere che
difendere la vita umana è diventato oggi praticamente più
difficile, perché si è creata una mentalità di
progressivo svilimento del suo valore, affidato al
giudizio del singolo. Come conseguenza ne è derivato un
minor rispetto per la stessa persona umana, valore questo
che sta alla base di ogni civile convivenza, al di là
della fede che si professa”.
Certamente, ha subito riconosciuto Benedetto XVI,
“molte e complesse sono le cause che conducono a
decisioni dolorose come l’aborto”. E se da una parte,
ha proseguito, “la Chiesa, fedele al comando del suo
Signore, non si stanca di ribadire che il valore sacro
dell’esistenza di ogni uomo affonda le sue radici nel
disegno del Creatore..."
“...dall’altra stimola a promuovere ogni
iniziativa a sostegno delle donne e delle famiglie per
creare condizioni favorevoli all’accoglienza della vita,
e alla tutela dell’istituto della famiglia fondato sul
matrimonio tra un uomo e una donna. L’aver permesso di
ricorrere all’interruzione della gravidanza, non solo
non ha risolto i problemi che affliggono molte donne e non
pochi nuclei familiari, ma ha aperto una ulteriore ferita
nelle nostre società, già purtroppo gravate da profonde
sofferenze”.
Difficoltà e bisogni delle famiglie, specie quelle ai
primi passi, sono evidenti quando lo scenario sociale
mostra le “condizioni sfavorevoli” in cui esse devono
farsi largo. Il Papa le elenca: “mancanza di lavoro
sicuro, legislazioni spesso carenti in materia di maternità”,
l’impossibilità di assicurare un sostentamento adeguato
ai figli”. Tuttavia, ha affermato Benedetto XVI, è
necessario “unire gli sforzi perché le diverse
istituzioni pongano di nuovo al centro della loro azione
la difesa della vita umana e l’attenzione prioritaria
alla famiglia, nel cui alveo la vita nasce e si
sviluppa”. E’ necessario, ha insistito, rivolto
soprattutto ai cristiani:
“Testimoniare in maniera concreta che il rispetto
della vita è la prima giustizia da applicare. Per chi ha
il dono della fede questo diventa un imperativo
inderogabile, perché il seguace di Cristo è chiamato ad
essere sempre più ‘profeta’ di una verità che mai
potrà essere eliminata: Dio solo è Signore della
vita”.
Il Papa ha speso parole di apprezzamento per il lavoro
condotto a vari livelli, nazionale e internazionale, dal
Movimento per la Vita, ad esempio l’iniziativa in difesa
del diritto alla vita e della famiglia fondata sul
matrimonio condotta in seno alla Commissione per le
Petizioni del Parlamento Europeo. Poco prima, il
presidente del Movimento per la vita, salutando il
Pontefice, aveva affermato: “Ci pare di poter scoprire
segni di speranza al di sotto del grande dolore per i
quasi cinque milioni di aborti legali effettuati in Italia
in 30 anni. Vediamo qualche segno di una evoluzione
positiva dal punto di vista culturale e soprattutto
sentiamo di poter proporre l’esempio dei 100 mila
bambini che le strutture ed i servizi del Movimento per la
Vita hanno contribuito a far nascere, aiutando le loro
madri”. Un pensiero che ha suscitato la piena
gratitudine di Benedetto XVI il quale, ricordando il
sostegno offerto al Movimento da Giovanni Paolo II
nell’udienza del ventennale della legge sull’aborto,
ha concluso:
“Dieci
anni dopo, sono io a ringraziarvi per il servizio che
avete reso alla Chiesa e alla società. Quante vite umane
avete salvato dalla morte! Proseguite su questo cammino e
non abbiate paura, perché il sorriso della vita trionfi
sulle labbra di tutti i bambini e delle loro mamme".
(applauso)
DISCORSO
DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
Cari
fratelli e sorelle,
con vivo
piacere vi accolgo quest’oggi, e a ciascuno di voi
rivolgo il mio cordiale saluto. In primo luogo, saluto
Mons. Michele Pennisi, Vescovo di Piazza Armerina, e i
sacerdoti presenti. Un saluto speciale indirizzo
all’Onorevole Carlo Casini, Presidente del Movimento per
la Vita, e sentitamente lo ringrazio per le gentili parole
che mi ha indirizzato a nome vostro. Saluto i membri del
Direttivo nazionale e della Giunta esecutiva del Movimento
per la vita, i Presidenti dei Centri di aiuto alla vita e
i responsabili dei vari servizi, del Progetto Gemma, di
Telefono verde, SOS Vita e Telefono rosso. Saluto,
inoltre, i rappresentanti dell’Associazione Papa
Giovanni XXIII e di alcuni Movimenti per la vita europei.
Attraverso di voi, qui presenti, il mio pensiero
affettuoso si estende a coloro che, pur non potendo
intervenire di persona, sono spiritualmente a noi uniti.
Penso specialmente ai tanti volontari che, con abnegazione
e generosità, condividono con voi il nobile ideale della
promozione e della difesa della vita umana fin dal suo
concepimento.
La vostra
visita cade a trent’anni da quando in Italia venne
legalizzato l’aborto ed è vostra intenzione suggerire
una riflessione approfondita sugli effetti umani e sociali
che la legge ha prodotto nella comunità civile e
cristiana durante questo periodo. Guardando ai passati tre
decenni e considerando l’attuale situazione, non si può
non riconoscere che difendere la vita umana è diventato
oggi praticamente più difficile, perché si è creata una
mentalità di progressivo svilimento del suo valore,
affidato al giudizio del singolo. Come conseguenza ne è
derivato un minor rispetto per la stessa persona umana,
valore questo che sta alla base di ogni civile convivenza,
al di là della fede che si professa.
Certamente
molte e complesse sono le cause che conducono a decisioni
dolorose come l’aborto. Se da una parte la Chiesa,
fedele al comando del suo Signore, non si stanca di
ribadire che il valore sacro dell’esistenza di ogni uomo
affonda le sue radici nel disegno del Creatore,
dall’altra stimola a promuovere ogni iniziativa a
sostegno delle donne e delle famiglie per creare
condizioni favorevoli all’accoglienza della vita, e alla
tutela dell’istituto della famiglia fondato sul
matrimonio tra un uomo e una donna. L’aver permesso di
ricorrere all’interruzione della gravidanza, non solo
non ha risolto i problemi che affliggono molte donne e non
pochi nuclei familiari, ma ha aperto una ulteriore ferita
nelle nostre società, già purtroppo gravate da profonde
sofferenze.
Tanto
impegno, in verità, in questi anni è stato profuso, e da
parte non solo della Chiesa, per venire incontro ai
bisogni e alle difficoltà delle famiglie. Non possiamo
però nasconderci che diversi problemi continuano ad
attanagliare la società odierna, impedendo di dare spazio
al desiderio di tanti giovani di sposarsi e formare una
famiglia per le condizioni sfavorevoli in cui vivono. La
mancanza di lavoro sicuro, legislazioni spesso carenti in
materia di tutela della maternità, l’impossibilità di
assicurare un sostentamento adeguato ai figli, sono alcuni
degli impedimenti che sembrano soffocare l’esigenza
dell’amore fecondo, mentre aprono le porte a un
crescente senso di sfiducia nel futuro. E’ necessario
per questo unire gli sforzi perché le diverse Istituzioni
pongano di nuovo al centro della loro azione la difesa
della vita umana e l’attenzione prioritaria alla
famiglia, nel cui alveo la vita nasce e si sviluppa.
Occorre aiutare con ogni strumento legislativo la famiglia
per facilitare la sua formazione e la sua opera educativa,
nel non facile contesto sociale odierno.
Per i
cristiani resta sempre aperto, in questo ambito
fondamentale della società, un urgente e indispensabile
campo di apostolato e di testimonianza evangelica:
proteggere la vita con coraggio e amore in tutte le sue
fasi. Per questo, cari fratelli e sorelle, domando al
Signore di benedire l’azione che, come Centro di
Aiuto alla Vita e come Movimento per la Vita,
voi svolgete per evitare l’aborto anche in caso
di gravidanze difficili, operando nel contempo sul piano
dell’educazione, della cultura e del dibattito politico.
E’ necessario testimoniare in maniera concreta che il
rispetto della vita è la prima giustizia da applicare.
Per chi ha il dono della fede questo diventa un imperativo
inderogabile, perché il seguace di Cristo è chiamato ad
essere sempre più "profeta" di una verità che
mai potrà essere eliminata: Dio solo è Signore della
vita. Ogni uomo è da Lui conosciuto e amato, voluto e
guidato. Qui soltanto sta l’unità più profonda e
grande dell’umanità, nel fatto che ogni essere umano
realizza l’unico progetto di Dio, ognuno ha origine
dalla medesima idea creatrice di Dio. Si comprende
pertanto perché la Bibbia afferma: chi profana l’uomo,
profana la proprietà di Dio (cfr Gn 9,5).
Quest’anno
ricorre il 60° anniversario della Dichiarazione dei
Diritti dell’uomo il cui merito è stato quello di aver
permesso a differenti culture, espressioni giuridiche e
modelli istituzionali, di convergere attorno ad un nucleo
fondamentale di valori e, quindi, di diritti. Come ho
recentemente ricordato, nella mia visita all’ONU, ai
membri delle Nazioni Unite, "i diritti umani debbono
essere rispettati quali espressione di giustizia e non
semplicemente perché possono essere fatti rispettare
mediante la volontà dei legislatori. La promozione dei
diritti umani rimane quindi la strategia più efficace per
eliminare le disuguaglianze fra Paesi e gruppi sociali,
come pure per un aumento della sicurezza". Per
questo è oltremodo lodevole anche il vostro impegno
nell’ambito politico come aiuto e stimolo alle
Istituzioni, perché venga dato il giusto riconoscimento
alla parola "dignità umana". La vostra
iniziativa presso la Commissione per le Petizioni del
Parlamento Europeo, nella quale affermate i valori
fondamentali del diritto alla vita fin dal concepimento,
della famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e una
donna, del diritto di ogni essere umano concepito a
nascere e ad essere educato in una famiglia di genitori,
conferma ulteriormente la solidità del vostro impegno
e la piena comunione con il Magistero della Chiesa, che da
sempre proclama e difende tali valori come "non
negoziabili".
Cari
fratelli e sorelle, incontrandovi il 22 maggio del 1998,
Giovanni Paolo II vi esortava a perseverare nel vostro
impegno di amore e difesa della vita umana, e ricordava
che, grazie a voi, tanti bambini potevano sperimentare la
gioia del dono inestimabile della vita. Dieci anni dopo,
sono io a ringraziarvi per il servizio che avete reso alla
Chiesa e alla società. Quante vite umane avete salvato
dalla morte! Proseguite su questo cammino e non abbiate
paura, perché il sorriso della vita trionfi sulle labbra
di tutti i bambini e delle loro mamme. Affido ognuno di
voi, e le tante persone che incontrate nei Centri di aiuto
alla vita, alla materna protezione della Vergine Maria,
Regina della Famiglia, e mentre vi assicuro il mio ricordo
nella preghiera, di cuore benedico voi e quanti fanno
parte dei Movimenti per la Vita in Italia, in Europa e nel
mondo.
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